SERIE A/ Avanti senza “stecche”, ma si cerca l’anti-Juventus

- Sandro Bocchio

La domenica serviva a indicare chi sarebbe stato l’antagonista principale della Juventus: troppo facile l’impegno bianconero. Il punto di Sandro Bocchio dopo la quindicesima giornata

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Mirko Vucinic, attaccante Juventus (Infophoto)

La domenica serviva a indicare chi sarebbe stato l’antagonista principale della Juventus: troppo facile l’impegno bianconero nel derby ritrovato contro un Torino timido e autolesionista (vero Glik?), più interessante capire con chi dover fare i conti. A livello di risultato Napoli e Inter non hanno deluso, differente è – piuttosto – la sostanza. La squadra di Mazzarri si è divertita a demolire il Pescara, eccessivamente fragile per essere credibile. Cavani fa quello che vuole, con una doppietta che lo rimette in scia di El Shaarawy, il resto della squadra esegue a dovere uno spartito che si era smarrito nelle precedenti esibizioni interne. E qualcuno inizia finalmente a parlare apertamente di scudetto quando in molti si erano divertiti a giocare a nascondino sull’argomento, accusando altri di aver messo loro in bocca quella parolina. Parla anche Stramaccioni dopo la vittoria dell’Inter sul Palermo. Di tutt’altra consistenza rispetto a quella del Napoli. Avversario un po’ più solido rispetto al Pescara e nerazzurri nel panico, come nelle partite successive al blitz in casa Juventus. La differenza? Stavolta sono arrivati i tre punti ma il gioco (in assenza dello squalificato Cassano e dell’epurato Sneijder) latita. Obbligando il tecnico, per l’appunto, a invocare rinforzi per gennaio: curioso, dopo aver sottolineato che il mercato estivo era stato più che soddisfacente… Ma le fatiche attuali e la difficoltà a gestire la situazione del già ricordato “olandese mancante” possono portare a qualche eccesso verbale. Vincono le due romane, e tengono il passo della grandi. Solida la Lazio, secondo abitudine; non spettacolare ma concreta la Roma, che ritrova Destro lasciando in panchina Osvaldo. La Fiorentina paga le troppe assenze a cospetto di una Sampdoria tornata fiduciosa nei propri mezzi e perde contatto, il Chievo mette il dito nelle piaghe del Genoa. E, soprattutto, riconsegna al campionato un Paloschi che si pensava perduto. Continuano le distrazioni di chi dirige gare e il Catania ha qualche ragione, dopo i pasticci che l’hanno danneggiato contro la Juventus e la prima rete di El Shaarawy, venerdì in fuorigioco: più che le tecnologie è in gioco il fattore umano (gli assistenti), il più complicato cui trovare una soluzione.



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