EURO 2012/ Ibrahimovic esce di scena, ma in Italia si parla solo di “biscotto”

- Sandro Bocchio

Sarà il tormentone da qui a lunedì: biscotto sì, biscotto no. Che cosa faranno Spagna e Croazia nello scontro diretto di Danzica? Intanto Ibra torna a casa. Il punto di SANDRO BOCCHIO

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Cesare Prandelli (Infophoto)

Sarà il tormentone da qui a lunedì: biscotto sì, biscotto no. Che cosa faranno Spagna e Croazia, l’una contro l’altra armate nello scontro diretto di Danzica? Partita vera oppure tacito accordo per il 2-2 che porterà conseguenze negative agli azzurri? Cesare Prandelli scommette sulla correttezza di Vicente Del Bosque: “Chi ha cambiato il modo di intendere il calcio non può scendere a patti di questo genere”. E in Spagna al momento preferiscono accontentarsi delle dichiarazioni ufficiali post-partita (“Sarà una gara vera”, il coro univoco) e ipotizzare che una squadra che ha atteso più di novant’anni per salire sul tetto del mondo non potrà bruciare tutto il credito acquisito con una prova sospettabile. Ciò che potrebbe incoraggiare è la circostanza che, rispetto a otto anni fa quando protagoniste a nostro danno erano state Svezia e Danimarca, stavolta la presenza della Spagna in una simile situazione terrà desta l’attenzione internazionale sulla partita e sarà più complicato pensare a una prestazione guidata da un interesse terzo. La controprova? Il modo in cui l’Olanda si comportò quattro anni fa a Euro 2008: già qualificata, mise sotto la Romania consentendo all’Italia di proseguire l’avventura. In mezzo a tante ipotesi, una certezza: saranno tanti e tali le pressioni che Spagna-Croazia non sarà una partita qualunque. E non lo sarà neanche Italia-Irlanda, perché la critica spinge per obbligare Trapattoni a mettere da parte i vecchi e dare spazio ai giovani, dopo il fallimento in due sole gare. Ma il ct italiano ha già fatto sapere che così non sarà, per non dare anche solo la possibilità di essere considerato un possibile “alleato” degli azzurri.

A proposito di Svezia, anche lei – dopo l’Irlanda – saluta in anticipo il torneo,mai successo dopo due sole gare. Delusione soprattutto per Ibrahimovic, all’ennesimo fallimento con un’occasione che conta, dopo quelle bruciate in stagione con il Milan. E delusione per le beghe interne di una squadra più preoccupata di essere divisa che gruppo vero: si chiamasse Brasile, potremmo capirlo, ma quando le rivalità spaccano la Svezia… 

Onore all’Inghilterra e onore soprattutto a Roy Hodgson: accolto a pernacchie come sostituto di Fabio Capello, ha dato gioco e dignità alla squadra. Mettendoci tantissimo di suo, basta vedere le scelte di Carroll e – in corsa – di Walcott contro la Svezia. La Francia batte l’Ucraina ma non la ridimensiona: Shevchenko potrò giocarsi tutto nello scontro diretto (e finale) di martedì sera a Donetsk.

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