Serie A/ Il killer instinct della Juventus e i dubbi giallorossi

- Sandro Bocchio

SANDRO BOCCHIO commenta la dodicesima giornata di serie A, che ha visto la Juventus travolgere il Napoli e la Roma rallentare contro il Sassuolo, mentre l’Inter si avvicina…

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Due giornate e quattro punti recuperati, per un meno uno in classifica che lascia immaginare quanto possa essere vicino il sorpasso. La Juventus possiede il killer instinct proprio del predatore, azzanna quando sente la vittima ormai indifesa. In questo caso due. Perché non c’è stato soltanto il Napoli, tramortito dopo un paio di minuti, rosolato a fuoco lento e poi travolto nella ripresa. Ma c’è anche la Roma, che ha ripetuto l’1-1 in trasferta contro il Torino pure in casa contro il Sassuolo, ormai specializzatosi nel rendere complicata la vita alle grandi, come era successo al cospetto del Napoli. Un punteggio che insinua dubbi per il modo in cui è maturato. Perché la squadra di Garcia ha tenuto sempre in mano la partita, sprecando però troppe opportunità per chiuderla: perché orfana di Totti, perché ha perso quasi subito il ritrovato Borriello, perché Ljajic ha un talento direttamente proporzionale alla sua non-capacità di tenuta mentale nelle situazioni che contano. Al Sassuolo è bastato mantenere gli avversari a debita distanza per poi colpire all’ultimo istante utile con Berardi, che si sta sempre più proponendo come una delle grandi rivelazioni del torneo. Una rete segnata da un giocatore in comproprietà con la Juventus e che ha così reso un enorme servigio a entrambi i padroni: perché il Sassuolo ha colto il punto che l’ha fatto uscire dalla zona retrocessione, perché i bianconeri hanno subito concretizzato la possibilità di porre la Roma in modalità sorpasso. Lo hanno fatto annichilendo il Napoli soprattutto sotto il profilo della personalità. La squadra di Rafa Benitez era caduta con parecchi recriminazioni nel primo big-match della stagione, in casa della Roma. Recriminazioni che stavolta non possono sussistere per la facilità con cui ha concesso ai bianconeri la possibilità di andare subito in vantaggio, di gestire la partita con serenità e di colpire in altre due occasioni, con l’eterno Pirlo e con il sempre più convincente Pogba. Una bocciatura per il Napoli a livello di squadra e di singoli, visto che l’organizzazione non ha saputo ovviare all’eclissarsi di alcuni punti di riferimento in maglia azzurra.

Napoli che si ferma in maniera balorda e che torna nel mirino di chi tiene sott’occhio il terzo posto. L’Inter aveva lanciato il suo segnale battendo sabato il Livorno, la Fiorentina ha seguito a ruota nel posticipo, in una serata in cui Giuseppe Rossi dovrebbe aver scritto la parola fine all’avventura di Delio Rossi sulla panchina della Sampdoria. Una doppietta dell’attaccante ha affossato il tecnico, che paga colpe proprie ma anche una squadra uscita decisamente indebolita dalla sessione estiva del mercato. Ride l’altra metà di Genova, visto che Gasperini ha colto la quarta vittoria delle ultime cinque partite, la terza consecutiva. I rossoblù hanno concesso una reazione al Verona soltanto nel finale e la squadra di Mandorlini ha confermato che abisso ci sia tra il rendimento in casa (sei vittorie su sei) e quello in trasferta (4 punti in sei partite). Primo successo per De Canio con il Catania, Conti junior si conferma bestia nera del Torino e interrompe la serie negativa del Cagliari, riparte l’Atalanta dopo tre giornate. Chiusura sul Milan, deludente anche in casa di un Chievo che ha pensato solamente a difendersi. La squadra ha poco senso, Matri ha ribadito di essere un acquisto sbagliato, Allegri è tornato pericolosamente in bilico: l’ultima vittoria, tra campionato e coppe, risale al 19 ottobre contro l’Udinese, poi tre pareggi e altrettante sconfitte. Ma il problema è a monte e la settimana convulsa in società, tra la resistenza attiva di Galliani e le voglie decisionali di Barbara Berlusconi, lo ha confusamente confermato.



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