Test sierologici per insegnanti/ Azzolina “Sono favorevole, più sicurezza a scuola”

- Davide Giancristofaro Alberti

Test sierologici per insegnanti e personale Ata? La ministra Azzolina dice sì. Accoglienza favorevole anche da parte dei presidi

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La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina (LaPresse)

Due settimane prima l’inizio dell’anno scolastico 2020-2021, indicativamente fra fine agosto e inizio settembre, gli insegnanti e tutti il personale Ata, leggasi segretari e bidelli, dovranno essere sottoposti a test sierologici. Così facendo si tutelerà lo stesso personale scolastico e nel contempo gli alunni: nel caso in cui un docente venisse trovato positivo, questo verrà sottoposto a tampone ed eventualmente messo in quarantena per i canonici 14 giorni, o per lo meno, fino a che non guarisce. Una soluzione che va a genio anche alla ministra dell’istruzione Azzolina, che si è detta appunto “Favorevole. Possono permettere di tornare ancora più in sicurezza a scuola – ha aggiunto – su modalità e tempistica ha competenza il ministero alla Salute. E comunque non ritarderanno l’inizio dell’anno scolastico”. Anche i presidi hanno accolto con favore le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, decisione anticipata da Speranza: “Ci saranno test sierologici sui lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica. Un monitoraggio costante”.

TEST SIEROLOGICI PER INSEGNANTI, AZZOLINA SULLE RICHIESTE DI TRASFERIMENTO: “ACCOLTE 55MILA”

Della misura precauzionale ne hanno parlato i dirigenti scolastici, a cominciare da Antonello Giannelli, dell’associazione nazionale presidi che ha spiegato: “Se è una misura idonea a prevenire qualsiasi forma di contagio siamo favorevoli, perchè no? Stiamo parlando di circa un milione di dipendenti. Mi chiedo se non sia il caso di controllare anche gli studenti”. La ministra dell’istruzione Azzolina si è espressa anche sulla raccolta firma di migliaia di insegnanti che hanno chiesto un trasferimento vicino a casa in ottica di un’eventuale seconda ondata: “Abbiamo avuto 55 mila domande accolte – le parole della titolare del Miur – e potranno trasferirsi di fatto e in buona parte a sud. Ma sulla mobilita’ ci sono percentuali che vanno rispettate e ci sono anche i precari che lavorano qui e non possiamo lasciarli indietro”.

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