Tetraplegico recupera uso delle mani con un nuovo intervento/ “Miracolo” a Torino

Un 50enne rimasto tetraplegico dopo un incidente ha recuperato l’uso delle mani dopo un intervento all’avanguardia

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Chirurgia, immagini di repertorio (Pixabay)

Un uomo rimasto tetraplegico ha recuperato l’uso delle mani grazie ad un intervento chirurgico innovativo. Un risultato straordinario riportato in questi minuti a cascata da tutti i principali organi di informazione online, e che ha come protagonista un ex pasticcere, rimasto tetraplegico dopo un incidente in automobile. Sottoposto ad un’operazione all’avanguardia presso l’ospedale Cto della Città della Salute di Torino, ha recuperato l’uso delle mani. Tutto merito di una tecnica chirurgica che ha permesso di bypassare la lesione al midollo spinale, ricollegando i nervi sani sopra la lesione a quelli danneggiati. Un intervento difficile da spiegare e ancor di più da realizzare, ma quello che conta è che alla fine il paziente di 52 anni potrà tornare ad usare le mani, una sorta di seconda rinascita quando ti dicono che dovrai rimanere tetraplegico a vita.

TETRAPLEGICO RECUPERA USO DELLE MANI

Come ricorda Repubblica, si tratta di un metodo di intervento molto recente, che viene praticato in pochissimi centri al mondo fra cui appunto il Cto di Torino. Ora l’ex pasticciere dovrà sottoporsi ad un lungo periodo di riabilitazione prima di poter recuperare al 100% l’uso delle proprie mani, ma con calma, pazienza e costanza, alla fine raggiungerà l’obiettivo fino a poco tempo fa insperato. Il 52enne aveva subito un gravissimo incidente circa sei mesi fa, a inizio anno: era alla guida sulla sua auto, e a causa del temporale aveva perso il controllo del proprio mezzo, riportando una lesione midollare completa a livello cervicale. Ha perso immediatamente l’uso degli arti inferiori, nonché quello delle mani, dicendo praticamente addio alla possibilità di vivere una vita normale. L’operazione eseguita dai dottori Bruno Battisti, Diego Garbossa, Paolo Titolo e Andrea Lavorato, è durata 7 ore ed è considerata una sorta di miracolo della chirurgia e della medicina. Un intervento fino a pochi anni fa impensabile, ma ora attuabile grazie alla ricerca.



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