TH LA THUILE/ Residence e hotel per una vacanza sul lato wild del Monte Bianco

- Alberto Beggiolini

Il TH La Thuile – Planibel Hotel & Residence è parte di un articolato complesso in stile alpino situato a pochi passi dal paese di La Thuile

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Una delle camere del residence del TH La Thuile

La Thuile è il comune più occidentale della Valle d’Aosta, a 1441 metri d’altitudine, con meno di mille abitanti, unico centro del vallone omonimo. Sul nome ci sono almeno due scuole di pensiero: la prima lo fa derivare (anche come Thuilia, Tuelia, La Tueilli, Tuilla e La Tuile, nei territori limitrofi francesi e svizzeri) da “tuile”, che in francese sta per tegola; la seconda invece lo aggiudica al cognomen latino Tullius. Di sicuro, però, c’è un sentiment comune: “La Thuile è il lato wild del Monte Bianco”, ossia quello più vero, autentico, meno artefatto. 

Il paese, con le case in pietra e legno e i caratteristici tetti in “losa” (o pioda: sono le lastre di pietra) conserva il sapore di un autentico borgo di montagna. Collocato fra il massiccio del Rutor, la piramide del Grand Assaly e la catena del Monte Bianco, costituisce il punto di partenza perfetto per escursioni e passeggiate in mezzo ai boschi, ai prati verdi e alla natura incontaminata. Il TH La Thuile – Planibel Hotel & Residence è parte di un articolato complesso in stile alpino situato a pochi passi dal paese di La Thuile. I residence e l’hotel (strutture “storiche” per le gestioni TH Resorts) sono collegati tra loro da una piazzetta su cui si affacciano negozi e boutiques, un luogo di ritrovo, eventi, shopping e svago, in cui i bambini possono giocare in sicurezza. 

Il TH Planibel è affidato al manager TH Gionata Tasini.

Com’è iniziata la stagione 2021, direttore?

Bene, il 24 giugno. Resteremo aperti fino al 5 settembre, con presenze sensibilmente migliori rispetto all’anno scorso. Il TH La Thuile dispone di 250 posti letto, in cinque residence, due dei quali completamente rinnovati e gli altri tre in procinto, così come l’ala hotel. Abbiamo ancora clienti soprattutto italiani, ma si cominciano a rivedere anche stranieri. Ospitiamo gruppi, società sportive, anche una summer school di lingua inglese, che sfrutta i nostri ampi spazi. A pochi passi dal complesso ci sono campi da tennis e calcetto, un centro di equitazione, un parco giochi, una suggestiva pineta in cui passeggiare ascoltando lo scroscio dei vicini torrenti e, infine, la funivia che conduce a Les Suches (2200 mslm) tra prati e cime innevate, al confine con la Francia.

LA LOCATION

Territorio & storia

Il comune si trova al confine con la Francia. In epoca romana il paese si chiamava Ariolica, nel medioevo Thuilia. Il toponimo attuale compare nel 1760, sostituito solo nel periodo fascista dal nome Porta Littoria. Da La Thuile, in epoca romana, passava la via delle Gallie, la consolare romana fatta costruire da Augusto per collegare la pianura padana con la Gallia.

Fu tra i primi domini dei Savoia, nel decimo secolo. La Thuile ricoprì un ruolo militare nei conflitti tra i regni di Francia e di Sardegna. La Thuile fu occupata da truppe francesi nel 1704 e poi di nuovo nel 1794. Vide poi combattimenti dell’esercito regolare contro la Francia nel 1940. Dopo il settembre ’43 partigiani italiani e francesi combatterono contro le truppe di occupazione naziste. Durante il fascismo il toponimo fu italianizzato in Porta Littoria. Nel 1964 la Società generale dell’industria svizzera avviò la creazione della stazione sciistica “Valrutor”, ma gli impianti verranno poi realizzati da investitori italiani. (wp)

I circa 800 abitanti di La Thuile sono oggi distribuiti in 11 frazioni: la densità è di poco più di 6 abitanti per kmq. Nel 1948, ai tempi in cui si usavano sci di legno e si sciava con i pantaloni fissati al ginocchio, un azionariato popolare di La Thuile decise di c ostruire la prima seggiovia. Cominciò così la storia di quella che, nel corso degli anni, è diventata una grande stazione sciistica. Sulla spinta del boom economico, nel ’67/68, entrava in funzione la prima funivia va/vieni di Piemonte Funivie di Torino, con le famose cabine “blu” e “gialla” capaci di una portata oraria di 600 persone. Seguiva poi la realizzazione delle sciovie di Les Suches e Chaz Dura e delle seggiovie di Cerellaz e Belvedere. Erano i primi passi in vista del collegamento internazionale con i cugini francesi della vicina stazione sciistica di La Rosière. Oggi le Funivie Piccolo San Bernardo possono contare su un ampio comprensorio, l’Espace San Bernardo, con oltre 150 km di tracciati, 82 piste e 38 impianti.  

Territorio da vedere

Per una vacanza all’insegna della natura e dei paesaggi alpini, sono numerosi i sentieri per le passeggiate, il trekking e la bicicletta. È possibile salire in quota a 2200 metri anche grazie alla telecabina che parte direttamente dal complesso.

Da visitare le vicine località di Courmayeur, Chamonix e Aosta.
Per chi desidera trascorrere una giornata di relax, le terme di Pré Saint Didier sono il luogo ideale. Per i più attivi: trekking, ferrate, arrampicata, mountain bike, e-bike, freeride, downhill, ponte tibetano, escursioni a cavallo, rafting, parapendio, pesca, quad.

Per i contemplativi: i profumi della montagna, la voce dei torrenti, la volta stellata vicina
e luminosa, gli altari di roccia, le passeggiate che portano a rifugi, malghe o a panorami mozzafiato in cima al mondo, il relax alle terme. Per tutti: i Parchi Nazionali e i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO da scoprire, i siti archeologici preziosi testimoni del nostro passato, le degustazioni, i prodotti tipici, e tanto altro per chi non si accontenta di visitare splendidi luoghi, ma vuole portare con sé ricordi unici e indimenticabili.

Da non perdere il Cromlech, un enigmatico cerchio di 46 pietre al Colle del Piccolo San Bernardo, alla frontiera tra Valle d’Aosta e Savoia che risale al I millennio a.C. C’è poi la chiesa di San Nicola, edificio ricostruito nei secoli XV e XVIII a seguito delle devastazioni delle truppe francesi, e decorato nel secondo dopoguerra. Notevoli il crocifisso del XV secolo, che sovrasta l’altare, e il tabernacolo settecentesco. Vale la pena visitare il museo di arte sacra che custodisce statuaria e oreficeria dal XIII al XIX secolo. Maison Berton: l’eclettica collezione, donata dai fratelli Berton al comune, include circa 200 pezzi originali d’artigianato oltre ad elementi architettonici, stampe, disegni e oggetti d’arte sacra. A questi si aggiungono più di 4000 libri, buona parte dei quali di letteratura valdostana. (lovevda.it)

Territorio da gustare

L’amore per il territorio, il culto dei prodotti della terra e dell’allevamento, il rispetto per la tradizione culinaria e una forte vena creativa trovano espressione nella proposta enogastronomica di La Thuile. I menu più classici propongono sostanziose pietanze a base di selvaggina o carne in umido, accompagnate da polenta concia.  Non si può non assaggiare il  Boudin, salume con patate bollite, cubetti di lardo, barbabietole rosse, spezie, aromi naturali e vino; la  Motzetta, carne essiccata di bovino, camoscio, cervo o cinghiale; la Soca, la tradizionale zuppa di La Thuile, un piatto caldo da assaporare nelle fredde giornate invernali, da alternare con la particolare  Zuppa di ortiche; la Fontina DOP da accompagnare con un contorno gradevole di patate “campagnarde” con cipolle, o ancora la polenta e mele e, infine,  Le régal du Petit Berger, una delizia per i più golosi.   

Di grande carattere, l’offerta vitivinicola valdostana si compone di etichette prodotte ad altitudini che variano dai 300 fino ai 1.200 metri delle viticolture di Morgex, le più alte d’Europa. I bianchi Vin Blanc de Morgex et de La Salle e Petit Arvine, i rossi Petit Rouge, Fumin e Mayolet, e il passito Chaudelune, vin de glace prodotto in quantità limitata, accompagnano con caratteristiche note aromatiche ogni portata. 

Nelle caffetterie e nelle pasticcerie, tante chicche da scoprire.  La Tometta di La Thuile è un classico entrato a pieno titolo tra i prodotti tipici di La Thuile, 350 grammi di dolcezza con la forma del tradizionale formaggio d’alpeggio, un tortino brevettato e prodotto dalla pasticceria Chocolat. Cioccolato al latte, gianduja e nocciole del Piemonte IGP sono gli ingredienti di questa delizia, grazie alla quale La Thuile, nel 2009, si è guadagnata il titolo di Città del Cioccolato. E poi c’è la torta 1.441 de La Cremerie, un delicato pan di spagna al cioccolato farcito con mousse al cioccolato intitolata all’altitudine di La Thuile.  Da non perdere anche gli squisiti cioccolatini, gli ottimi gelati artigianali e l’irrinunciabile fondue au chocolat servita con la frutta fresca. (lth.it)

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