TH SIMERI/ Mare, storia e sapori da godere fino a fine settembre

- Alberto Beggiolini

Il villaggio del gruppo TH Resorts in provincia di Catanzaro ha già riaperto i battenti ed è pronto ad accogliere i suoi ospiti fino a settembre inoltrato

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La spiaggia del TH Simeri

Della trentina di resorts del gruppo TH, quello di Simeri (nel territorio comunale di Simeri Crichi, 4500 abitanti, provincia di Catanzaro) è stato il primo sullo start della nuova stagione estiva. Il villaggio ha riaperto già lo scorso 2 giugno, forte di una copertura di prenotazioni partita alla grande. Simeri è un angolo di Calabria che offre mare cristallino e lunghissime distese di sabbia (adattissime per famiglie con bambini anche piccoli): il villaggio affaccia sulla costa ionica, circondato da ulivi e giardini di palme e fiori, la spiaggia è riservata per i suoi ospiti, le 265 camere sono interamente rinnovate e dotate di ogni comfort, e quelle “garden” sono immerse nel verde, con terrazza e giardino.

“Primi a riaprire e forse gli ultimi a chiudere: rispetto alla data prevista di metà settembre probabilmente slitteremo un po’ avanti, viste le prenotazioni che arrivano anche per quelle date. E a fine settembre è vero che le giornate sono un po’ più corte, ma è anche vero che qui i colori diventano strepitosi, il clima si addolcisce e il mare conserva tutto il calore di agosto. È davvero un periodo bellissimo”. Ne è convinto Nicola Dettorino, il manager TH cui è affidato il resort.

Direttore, il TH Simeri sembra essere una vera calamìta…

Beh, per il nostro gruppo è ormai un villaggio “storico”, con una grande notorietà e un’altrettanto grande reputazione, dimostrata anche dagli indici di gradimento espressi dagli ospiti, stagione dopo stagione in costante crescita. Adesso la voglia di ripartire, sia per noi addetti ai lavori, sia per i clienti, è quasi tangibile: traspare dagli sguardi delle persone che stiamo incrociando in questi giorni. Io stesso mi sono quasi commosso quando, qualche giorno fa, ho rivisto i ragazzi dell’animazione ballare e cantare la nostra sigla, che non sentivo da tanti mesi…

Una ripartenza che però ha bisogno ancora di qualche prudenza?

Sicuramente non è il caso di abbassare la guardia, e infatti a Simeri, come in tutti i villaggi TH, i protocolli di sanificazione sono sempre attivi e scrupolosi, nel giusto equilibrio tra precauzioni, sicurezza e vacanza. L’anno scorso abbiamo chiuso la stagione estiva senza registrare un solo caso Covid in tutte le nostre strutture.

LA LOCATION

Territorio & storia

Nel medioevo la cittadina prosperò per mano bizantina, con la fortificazione della città. Nel 1541 il territorio di Simeri Crichi era di proprietà di Ignazio Barretta del Ducato di Simeri. Simeri appartenne poi ai Borgia fino al 1622. Simeri è borgo d’origine medievale: in questa zona sono stati portati alla luce una serie di reperti della prima metà del ferro e del periodo magnogreco. Crichi, invece, fu fondato nella seconda metà del XVIII secolo, pare da un gruppo di contadini di Sellia. Con decreto del 16 settembre 1848 il comune fu riunito e la sede municipale spostata a Crichi.

Territorio da vedere

Bellissimi i ruderi del Castello Bizantino, del X sec. d.C., che domina sulla valle dell’omonimo fiume e sul golfo di Squillace. Intatta la cinta muraria, la torre sul lato nord, quella a sud, e buona parte della cittadella con il Palacium Castri, sede del potere. Da visitare anche la chiesa di Santa Maria dell’Itria, fondata tra il 1121 e il 1198. La Colleggiata è un monumentale complesso ecclesiastico che fu distrutto nel 1744 da un terremoto, con tre navate e tre altari. La struttura attuale è composta da un’unica navata: facciata e tetto sono crollate nel 1905 a causa di un altro terremoto, quello che distrusse anche Reggio e Messina. Interessanti i ruderi del convento dei Cappuccini, dedicato a Santa Maria degli Angeli, costruito nel 1594. Fu soppresso nel 1784 e ripristinato nel 1826 e adibito anche a ricovero per viaggiatori e mendicanti. Fu soppresso definitivamente nel 1874.

Il Comune di Simeri Crichi, proprio in questi giorni, propone anche la “Memoria del corpo”, tema cardine della terza edizione del “MoMe Festival-Momenti di Memoria”. Il progetto multi-culturale – che mette insieme appuntamenti dedicati alla ricerca e formazione, musica, teatro, street art, trekking archeologico e performativo, con il coinvolgimento delle associazioni e dei produttori locali – prevede 23 giorni di programma, già iniziato con l’avvio dei lavori del murales che sarà scoperto domenica 27 giugno, quando si concluderà il festival.

Territorio & esperienze TH

Tra le esperienze proposte agli ospiti del TH Simeri (comprese nella sezione Simeri del catalogo “TH esperienze” e già ampiamente testate dai primi ospiti 2021 del resort) c’è di tutto, dal volo in parapendio alla scoperta del castello Normanno, al percorso marino con i relitti sommersi nell’area protetta di Capo Rizzuto. E ancora “Reggio Calabria e Scilla”: si scoprono i tesori del Museo archeologico nazionale e i Bronzi di Riace, il centro storico di Reggio, il Duomo e il lungomare, definito da Gabriele D’Annunzio “il chilometro più bello d’Italia”. Di seguito, Scilla, piccola cittadina sull’incantevole scenario della Costa Viola, alla scoperta dell’antico borgo dei pescatori. Emozioni a cavallo: lo scenario è quello del Parco nazionale della Sila, dove inizia una passeggiata a cavallo tra boschi e radure incredibili, tra ruscelli e cascate. Le Castella, la “storia baciata dal mare”: è la “cartolina” forse più famosa di questa terra decantata da Omero. La Fortezza Aragonese sorge sulle fondamenta che risalgono alla Magna Grecia, davanti ad un mare particolarmente cristallino, a poca distanza dai fanghi d’argilla dell’area protetta di Capo Rizzuto. Nel borgo piccoli negozi artigianali, laboratori di ceramiche, spacci di prelibatezze gastronomiche locali. Le Grotte Rosa: la Calabria più vera. Dopo un breve tragitto in auto, inizia la passeggiata nella natura incontaminata, per raggiungere le splendide Grotte Rosa di Magisano immerse nella Riserva naturale regionale di Valli Cupe. Il nome deriva dai colori e dalle sfumature uniche che queste Grotte regalano quando vi si infrange la luce, sfondo magico per la loro cascata. Dopo la visita si raccolgono i frutti nell’orto di Alessandro e si gusta la tradizione culinaria più autentica. Poi via alla scoperta delle cascate del Campanaro.

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