THIS LAND IS YOUR LAND/ “L’altro” inno americano

- Lorenzo Randazzo

Composta da Woody Guthrie, This land is your land con il tempo è assunta a inno popolare degli Stati Uniti

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Woody Guthrie

L’America da sempre è il Paese dalle mille contraddizioni e dalle numerose possibilità. In un periodo controverso per la democrazia e per la libertà, in un Paese diviso e pieno di contrapposizioni, le elezioni Presidenziali più partecipate e più discusse di sempre hanno decretato un vincitore. Eppure il sogno americano, fatto di accoglienza e di possibilità di realizzazione per tutti, sembra in questo momento un ideale lontano.

La musica ancora una volta viene in soccorso per ricordare cosa sono gli Stati Uniti d’America: This Land is your Land di Woody Guthrie è “La canzone più grandiosa che sia mai stata scritta sull’America, va diritta al cuore della promessa di cosa il nostro Paese dovrebbe riguardare”. A dirlo è Bruce Springsteen e, visto che lui è il Boss, c’è da giurarci che è vero. Dal palco del Soldier Field di Chicago, durante il Born in the USA Tour del 9 agosto 1985, Springsteen dialoga con il proprio pubblico mettendolo in guardia: “Quella promessa però si sta sgretolando per molti dei nostri connazionali americani. Credo che sia nostra responsabilità fare attenzione perché con i Paesi, così come con le persone, è facile far sfuggire il meglio di noi stessi. Ad ogni modo vorrei fare questa canzone augurando a tutti una lunga vita con il meglio di tutto”. In questa maniera diretta e appassionata il Boss introduce, chitarra acustica e armonica, una versione toccante e commossa di questo brano classico dell’America e di tutti gli americani. Il video dell’esecuzione è reperibile in rete , ma sono tante le versioni live registrate della canzone sin dal The River live tour del 1980.

Scritta da Woody Guthrie in risposta a God Bless America di Irving Berlin, da lui ritenuta troppo patinata e trionfale per essere vera, inizialmente è stata provocatoriamente intitolata dall’autore God Blessed America for me, per poi essere successivamente denominata This Land is your Land. Ispirata dalla melodia di un inno battista e portata al grande pubblico dalla The Carter Family con il titolo When the world’s on fire, This Land is your Land è stata scritta e pubblicata nei primi anni quaranta da Woody Guthrie e successivamente rivista nei testi dallo stesso.

This Land is your land, Questa Terra è la tua Terra, è probabilmente la sua canzone più popolare e per scoprire chi sia stato Woody Guthrie e per capire la portata del personaggio, è sufficiente leggere qualche pagina dell’autobiografia di Bob Dylan, Chronicles Volume 1 in cui Guthrie è descritto come: “La vera voce dello spirito americano”. Non ci sono parole più belle di quelle del Nobel per la letteratura per descrivere Woody: “Un ex pittore di insegne dai mille mestieri, originario dell’Oklahoma, un anti-materialista cresciuto nei giorni della Depressione e delle tempeste di polvere, emigrato all’Ovest, ebbe un’infanzia tragica, molto fuoco nella sua vita, in senso figurato e letterale. È un cowboy cantante, ma è ben più di un cowboy cantante. Woody possiede una fiera anima poetica, è il poeta di una terra dalla crosta dura e dal fango appiccicoso. Guthrie divide il mondo tra quelli che lavorano e quelli che non lavorano, quello che gli importa è la liberazione della razza umana e vuole creare un mondo dove vale la pena di vivere”. Quanta bellezza e quanto affetto in queste parole. La musica di Guthrie è stata per Dylan una fonte primaria e costante di ispirazione: “La prima canzone di una certa importanza che finii per scrivere, la scrissi per Woody Guthrie” (Song to Woody). Quella per Guthrie è stata più che una semplice passione, una folgorazione che si è trasformata in una vera e propria ossessione e in una scelta di vita: “Con appena un po’ di stracci in valigia, la chitarra e il portarmonica, andai dove finiva la città e feci l’autostop versò l’Est, per andare a trovare Woody Guthrie”.

This Land is your Land è un inno patriottico e d’amore nei confronti dell’America, è una canzone sull’appartenenza ad una terra e ad un popolo. Le parole sono semplici e dirette, i temi trattati come l’Inclusione, l’uguaglianza e il rispetto risuonano tremendamente attuali e veri in questi giorni bui. Woody Guthrie, bollato come comunista in un periodo di “Paura Rossa”, ha vissuto una vita profondamente americana fatta di opportunità e di tragedie. Eppure a quella promessa, a quel sogno americano, non ha mai rinunciato anche se non sono mancati motivi di critica e di protesta nei confronti della proprietà privata e delle ineguaglianze sociali, temi contenuti in due strofe scritte nella primissima versione e poi tagliate (ma talvolta eseguite dal vivo da diversi artisti). Al contrario il verso aggiunto in un secondo momento, sgombra il campo da ogni equivoco e riafferma tutta la positività della canzone: “Nobody living can ever stop me as I go walking that freedom highway” perché nessuno potrà mai fermarmi mentre percorro quella grande strada della libertà.

I più grandi della musica americana hanno fatto propria questa canzone. Già citata l’interpretazione di Bruce Springsteen, troviamo la versione di Bob Dylan nella Bootleg Series Vol.7, quella della Soundtrack di No Direction Home di Martin Scorsese, un vecchio live in New York City del novembre 1961. Neil Young, canadese ma americano d’adozione, nel 2010 ha pubblicato l’album Americana in cui c’è il suo adattamento elettrico con i fedeli Crazy Horse. Ma sono moltissimi gli artisti che hanno voluto pagare tributo, da Pete Seeger a Willie Nelson, dai Counting Crows agli Avett Brothers. Sono proprio i fratelli Scott e Seth Avett che nei giorni scorsi, con una versione acustica e un video in bianco e nero, hanno contribuito a riportare l’attenzione sulla canzone, un chiaro messaggio di unione, di integrazione e di uguaglianza. Personalmente la performance a cui sono più legato è quella festosa ed esuberante inclusa in Woody Guthrie at 100! (Live at the Kennedy Center) eseguita da una parata di stelle che ha contribuito, ognuno con una cover diversa, ad omaggiare l’artista dell’Oklahoma in occasione del centenario della nascita. Si ritrovano sull’immenso palco del Kennedy Center di Washington DC artisti del calibro di Rambiln’ Jack Elliott, Jackson Brown, Judy Collins, John Mellencamp, Ani DiFranco, Rosanne Cash, Jimmy LaFave, Donovan, Lucinda Williams, Tom Morello solo per citarne alcuni.

This Land is your land è una canzone sulla bellezza, sui luoghi e sui paesaggi che fanno grandiosa l’America. Sono però soprattutto le persone al centro “questa terra è stata fatta for you and me”, per te e per me, il tutto è per te e per me. Anche se le discriminazioni e le ingiustizie sociali continueranno ad esserci e i governanti continuare a disattendere gli ideali di libertà, nessuno potrà togliere quello che è stato dato per te e per me. È il singolo individuo che deve mettersi in movimento, ognuno di noi ha una scelta e un passo da compiere perché questa terra è fatta per noi, for You and Me.



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