Thomas Barwuah, padre di Enock/ “Ha avuto una vita molto dura, giocava a calcio ma…”

- Emanuela Longo

Thomas Barwuah, il padre Enock: nei racconti del concorrente del Grande Fratello Vip le difficoltà affrontate dall’uomo durante la sua vita in Africa

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Enock, GF Vip

Thomas Barwuah, originario del Ghana, è il padre di Enock, fratello di Mario Balotelli. L’arrivo in Italia con la moglie Rose avvenne nel 1988, quando si stabilirono inizialmente a Palermo – dove nacque Mario, poi dato in affidamento – per poi trasferirsi a Brescia, dove sono cresciuti Enock, Abigail e la piccola Angel. Raramente i genitori del gieffino hanno rilasciato interviste anche se è stato lo stesso Enock, soprattutto di recente, a parlare dei suoi genitori e in particolare del padre Thomas. In una conversazione con Maria Teresa Ruta il giovane ha manifestato tutte le sue perplessità e il desiderio di abbandonare il reality. “Può venire anche mio papà, sarei felicissimo perchè non lo vedo da quasi un anno, però in questo momento quello che ho dentro sarebbe una cosa che non mi rispetterei”, ha ammesso il fratello di Balotelli parlando proprio del genitore. Di recente poi l’inquilino ha rivelato all’amico Pierpaolo Pretelli alcuni aneddoti della sua infanzia e soprattutto la vita con i suoi genitori che, come spiegato dal giovane, hanno fatto di tutto per la sua felicità, con tutto ciò che era in loro possesso.

THOMAS BARWUAH, PADRE ENOCK: LA SUA VITA NON FACILE

Il padre di Enock, Thomas Barwuah, è stato di recente il protagonista dei racconti del giovane nella Casa del Grande Fratello Vip. Il fratello di Mario ha spiegato come sin da piccolo i suoi genitori abbiamo fatto in modo che sia lui che i suoi fratelli crescessero in fretta. “Non so se era il loro metodo”. Parlando del padre, Enock ha spiegato che da piccolo lui ha vissuto il dolore immenso legato alla perdita della madre che non ha quindi potuto conoscere bene. “Suo papà si era già messo con un’altra, ha trascurato lui”. Il padre giocava a calcio, “era fortissimo ma l’ha fatto smettere di giocare”, ha spiegato, parlando del nonno che in Africa faceva il driver. “Mio nonno l’ha messo subito a lavorare, non gli ha fatto finire la scuola, non gli ha fatto fare calcio, quindi lui ha avuto una vita molto dura”. Questo però Enock lo ha compreso solo negli anni, crescendo, riconoscendo anche la differenza culturale tra l’Africa e l’Italia. Da piccolo, prima del ritiro e nel pre allenamento, Enock ha ricordato la grande forza del padre: “Io dormivo, lui alle 5 del mattino era sveglio, non so con che forza! Aveva una forza… ma ancora adesso, non so da dove la prenda!”, ha ammesso il ragazzo.

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