Tiberio Timperi, polenta della “mamma” troppo cara/ “Lo stupore con il conto!”

- Valentina Gambino

Tiberio Timperi su Instagram, si lamenta del costo di alcuni piatti che un tempo, venivano considerati poveri, come la polenta: ecco la sua riflessione.

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Tiberio Timperi a La vita in diretta

Tiberio Timperi su Instagram, si lamenta del costo di alcuni piatti che un tempo, venivano considerati poveri, come la polenta. “Ci siamo abituati. Quello che una volta era “povero”, oggi diventa moda. In pratica, da low cost a caro arrabbiato. La polenta, per esempio”, esordisce. Poi racconta come la madre la preparava in casa: “Aveva una tavola di legno chiamata “spianatora”. Sulla spianatoia veniva versata la polenta, girata a lungo con “iu rotio” un ramo più o meno dritto, ripulito, con tanti spunzoni. Al centro della spianatoia, sugo, salsiccia e spuntature di maiale. Una delizia la crosta da raschiare sul fondo della pentola. Di solito la polenta si condivideva con gli zii. E c’era sempre la gara ad arrivare al centro, dove c’era la ciccia. Un modo come un altro per stare insieme”. A quanto pare al giorno d’oggi, le cose sono cambiate per la “magia del marketing”. “Si inventano il tavolo sociale (a tavola con gli sconosciuti) e un lungo nastro di legno che accoglie la polenta. Mugolii di piacere, esclamazioni di stupore, sembrano tutti marziani calati sul pianeta Terra”.

Tiberio Timperi si lamenta della polenta a caro prezzo: “Lo stupore al momento del conto!”

Peccato che al giorno d’oggi un piatto di polenta servito in maniera “spettacolare”, abbia un prezzo altrettanto incredibile. Per questo motivo, il racconto social di Tiberio Timperi prosegue: “Lo stupore arriverà anche al momento del conto… Comunque, diabolicamente geniale chi ha messo ad un rito antico il vestito dell’ultima moda”. Il conduttore però, conclude: “Per quanto mi riguarda, una volta basta e avanza”. Anche i follower sono dalla parte dell’ex conduttore de La Vita in diretta. “Rido nel vedere certi piatti presentati ai clienti dei ristoranti… cibi poveri, di un tempo ma… presentati con mestria… dei piccoli assaggi che lasciano profumi e buoni sapori in bocca ma…. ti PELANO il portafoglio!”. E ancora: “Tiberio ogni tanto se riprendiamo le tradizioni di una volta…mi sa che ci facciamo i soldi”, “Due necessità diverse. Una volta la necessità era mangiare tutti insieme risparmiando. Oggi la necessità è mangiare tutti insieme per socializzare. Una meraviglia!”.

 

 

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Ci siamo abituati. Quello che una volta era “povero”, oggi diventa moda. In pratica, da low cost a caro arrabbiato. La polenta, per esempio. Mia mamma aveva una tavola di legno chiamata “spianatora”. Sulla spianatora veniva versata la polenta, girata a lungo con “iu rotio” un ramo più o meno dritto, ripulito, con tanti spunzoni. Al centro della spianatora, sugo, salsiccia e spuntature di maiale. Una delizia la crosta da raschiare sul fondo della pentola. Di solito la polenta si condivideva con gli zii. E c’era sempre la gara ad arrivare al centro, dove c’era la ciccia. Un modo come un altro per stare insieme. Oggi, magia del marketing, si inventano il tavolo sociale ( a tavola con gli sconosciuti) e un lungo nastro di legno che accoglie la polenta. Mugolii di piacere, esclamazioni di stupore, sembrano tutti marziani calati sul pianeta Terra. Lo stupore arriverà anche al momento del conto… . Comunque, diabolicamente geniale chi ha messo ad un rito antico il vestito dell’ultima moda. Per quanto mi riguarda, una volta basta e avanza.

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