Tim Cook vittima di stalking/ Ceo Apple perseguitato: ordine restrittivo per 45enne

- Chiara Ferrara

Tim Cook, ceo di Apple, è stato vittima di stalking per un anno: il giudice della California ha emesso un ordine restrittivo nei confronti di una donna

Tim Cook
Tim Cook al WWDC17 (LaPresse)

Tim Cook, ceo di Apple, è stato vittima di stalking: un giudice della California, come riportato dal Corriere della Sera, ha emesso qualche giorno fa un ordine restrittivo nei confronti di una donna, accusata di averlo perseguitato per un anno. La quarantacinquenne della Virginia non potrà interagire con il dirigente d’azienda né con qualsiasi altro suo collega; entrare nelle proprietà di Cupertino; possedere un’arma. Il provvedimento, che avrà validità fino a marzo prossimo, si è reso necessario dopo che l’uomo è stato a lungo bersagliato. Una sua violazione comporterebbe, in base alla gravità, una multa oppure persino l’arresto.

L’atteggiamento della donna nei confronti di Tim Cook è stato ritenuto dal Tribunale inequivocabilmente minaccioso. Gli episodi denunciati dal numero uno della Mela, d’altronde, sono numerosi: molti di essi trovano testimonianza anche sui social network. Le fonti provenienti dalla Casa di Cupertino, inoltre, nei giorni scorsi avevano manifestato alcuni timori in merito al fatto che la stalker potesse essere armata e pronta a compiere un qualche gesto estremo. È per queste ragioni che è stato emanato l’ordine restrittivo.

Tim Cook vittima di stalking: le minacce

Tim Cook ha iniziato ad essere vittima di stalking nell’autunno del 2020, quando la donna lo ha indicato come padre dei suoi due figli. La quarantacinquenne, come riportato dal Corriere della Sera, ha millantato su Twitter che il numero uno di Apple avrebbe avuto in passato una relazione con lei, da cui sarebbero nati proprio i bambini. Dopo di ciò aveva iniziato a perseguitarlo via mail. In una di esse sarebbe stata allegata anche la foto di una pistola carica di munizioni, con a corredo la minaccia di utilizzarla al più presto. Inoltre, la stalker della Virginia avrebbe creato negli Usa alcune società, proprio a nome del dirigente di azienda, con titoli sessualmente espliciti e diffamatori.

Gli atti persecutori, ad ogni modo, non si sarebbero limitati alla criminalità online. Lo scorso settembre, infatti, la donna si sarebbe recata in due occasioni presso la casa del ceo di Apple a Porto Palo. La prima volta era stata allontanata dalla sicurezza, mentre la seconda era riuscita ad introdursi nell’abitazione. A quel punto è stata avvertita la polizia, che l’ha fermata e perquisita, senza rinvenire però alcuna arma nell’auto.





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