Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio/ “Così lui si è ammalato di Covid”

- Alessandro Nidi

Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio, ha raccontato a “Verissimo” gli ultimi giorni della vita del batterista dei Pooh: “Non l’ho più rivisto, nemmeno nella bara”

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Tiziana Giardoni (Verissimo, 2021)

Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh morto il 6 novembre 2020 a seguito delle complicanze Covid, ha parlato ai microfoni di “Verissimo”, trasmissione di Canale 5 condotta da Silvia Toffanin. La donna ha raccontato il tremendo lutto vissuto: “È passato un anno e sto cercando in qualche modo di reagire, ma sto ancora male. Non posso dire di avere metabolizzato questo mio dolore. Lui stava bene, aveva da due anni a questa parte una malattia autoimmune infiammatoria, per la quale stavamo cercando di individuare una cura. L’avevamo anche trovata e lui stava molto meglio, ma le sue difese immunitarie erano basse”.

Poi, nell’ottobre 2020, il padre di Tiziana Giardoni scoprì di avere sconfitto il cancro contro cui lottava: “Voleva che festeggiassimo quella sua vittoria e Stefano mi disse di andare a casa con lui e mia sorella. Lui amava molto i miei genitori e quel giorno per lui era importante. Così, io andai. Non avrei mai immaginato che potesse succedere qualcosa: abbiamo mangiato insieme e basta. Dopo un paio di giorni mia sorella Marzia accusò mal di testa e febbre: feci un tampone e risultai positiva, così come Stefano. Anche mio padre e mia madre erano positivi”.

TIZIANA GIARDONI: “MI SENTO IN COLPA PER LA MORTE DI STEFANO D’ORAZIO”

In quel preciso istante, nel quale ha scoperto che lei e tutti i suoi cari avevano contratto il Coronavirus, Tiziana Giardoni ha “finito di vivere, perché mi sono sentita in colpa. Stefano non aveva alcun sintomo, all’inizio, nemmeno la febbre, quando poi una notte ha cominciato ad avere un rialzo termico. Non voleva andare in ospedale, aveva la febbre a 40, non capiva nulla di quello che gli stavo dicendo”.

Quando Stefano D’Orazio è stato trasferito in ospedale in ambulanza, Tiziana ha chiesto di viaggiare accanto a lui, in quanto anche lei era positiva al tampone, ma gli operatori le hanno detto che non era possibile: “Né io, né nessun altro l’ha più rivisto da quel momento. Non l’ho visto nemmeno nella cassa da morto”. A distanza di venti giorni dal decesso di Stefano, Tiziana Giardoni ha perso anche il papà, che prima di andarsene le ha telefonato per chiederle di portarlo via dal nosocomio, perché “qui ci muoio”.



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