Tiziana Rivale/ “Se non fossi stata forte mi sarei suicidata” e su Tale e Quale Show…

- Valentina Gambino

Tiziana Rivale nel corso della nuova edizione di Tale e Quale Show, ci regalerà senza ombra di dubbio, grandi gioie: ecco le sue ultime dichiarazioni tra le pagine di Spy.

Tiziana Rivale
Tiziana Rivale a Vieni da me

Tiziana Rivale nel corso della nuova edizione di Tale e Quale Show, ci regalerà senza ombra di dubbio, grandi gioie. Anche per merito della sua schiettezza, senza peli sulla lingua e dritta al punto. “Se non fossi stata forte, dopo tutto quello che mi hanno fatto passare, mi sarei suicidata”, svela tra le pagine di Spy. Nel 1983 vinceva – a sorpresa – il Festival di Sanremo con Sarà quel che Sarà, poi è sparita per parecchio. Torna in TV su Rai1 dal prossimo 13 settembre grazie alla nuova edizione dello show condotta da Carlo Conti al venerdì sera. “Negli ultimi anni ho lavorato molto all’estero. il fatto che Carlo Conti abbia insistito per farmi tornare mi riempie il cuore di gioia: i miei fans sanno tutto di me, gli addetti ai lavori sanno molto meno”. Dopo il 1983 infatti, la sua carriera nel mondo della musica è proseguita, in particolare fuori dall’Italia. “Qui nessuno ha scritto cosa è avvenuto fuori dall’Italia, dalla Polonia alla Finlandia, dove in questi anni sono stata accolta da ospite d’onore ho inciso colonne sonore, ho proposto i miei brani dance”.

Tiziana Rivale pronta per Tale e Quale Show

Tiziana Rivale lo scorso anno in Messico, ha addirittura ricevuto un disco d’oro alla carriera. Carlo Conti ha detto che l’ha dovuta corteggiare molto perché non ama rimettersi sotto i riflettori e lei, proprio per questo si definisce una pecora nera: “Non voglio stare a tutti i costi sotto i riflettori. Pensi che mi avevano contattata pure per partecipare a Ora o Mai Più, ma ho rifiutato. Quel programma, tra l’altro, non è stato troppo bello per i miei colleghi: poverini, sono stati messi sotto torchio”. E sul perché del tanto lavoro all’estero a differenza dell’Italia, confida: “Nessuno è profeta in patria. Sono arrivata a Sanremo con un background rock e internazionale. Non volevo portare al Festival Sarà quel che Sarà. lo ritenevo un brano troppo italiano. Ho dovuto cantarlo per contratto, eppure è stato il brano che mi ha regalato popolarità in tutto il mondo. Dopodiché i discografici non mi hanno stampato i dischi e non mi hanno sostenuta abbastanza. Ho trovato un muro davanti a me, è stata una tragedia”.



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