Tocilizumab, farmaco artrite anti coronavirus/ Aifa, test 330 pazienti: come funziona

- Niccolò Magnani

Tocilizumab, al via fase 2 della sperimentazione del farmaco per l’artrite e usato come anti-coronavirus. Aifa “dati promettenti e test su 330 pazienti”: come funziona

coronavirus italia 13 lapresse1280
Check point sanitario degli Spedali Civili di Brescia (LaPresse)

Durante il consueto bollettino della Protezione Civile con tutti gli aggiornamenti, è intervenuto il direttore generale dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) Nicola Magrini per dare l’annuncio molto importanti sulla sperimentazione di ben due farmaci contro il coronavirus che già nelle scorse settimane erano stati testati sui primi malati Covid-19: «la sperimentazione del Tocilizumab, farmaco contro l’artrite reumatoide per contrastare il coronavirus. I dati preliminari sono promettenti. Lo studio sarà su 330 pazienti e partirà giovedì per valutare l’impatto del farmaco» ha spiegato il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco. All’inizio della conferenza stampa, dopo la lettura degli ultimi numeri sul contagio da coronavirus, Magrini ha spiegato come ad oggi sono già attivi due studi sperimentali sui farmaci contro il Sars-Cov-2: il primo è il Remdesivir (qui tutti i dettagli) che ha tra l’altro un protocollo già attivo. Il secondo è invece, per l’appunto, il farmaco contro l’artrite reumatoide dal nome piuttosto impronunciabile. «A presto, giovedì prossimo, inizierà la fase due su 330 pazienti e lo studio sarà analizzato con cura dall’Aifa», puntualizza Magrini in conferenza stampa.

TOCILIZUMAB, COME FUNZIONA LA SPERIMENTAZIONE

«Potremo avere entità beneficio su questi e altri protocolli di studi sperimentali già dalle prossime settimane», ha continuano il direttore generale dell’Aifa entrano nelle pieghe del protocollo sperimentale soprattutto del Tocilizumab; «li studieremo in tempi rapidi ma definiti per capire se possono avere impatto positivo o meno. Valutiamo anche proposta Oms su studio comparativo con spazio nelle prossime settimane». A domanda riferita a margine della conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile, Magrini ha poi spiegato come funziona nel dettaglio la sperimentazione: «il farmaco inibisce il fattore di infiammazione: si vede un miglioramento nelle condizioni su pazienti, ma altre volte no. Per ora stiamo studiando il recupero clinico e come sia aumentato dopo la somministrazione». Come puntualizza Magrini, lo sforzo è dimostrare quante vite salviamo e quale è l’effetto complessivo del farmaco: «usato da centinaia di pazienti, concesso con disponibilità ampia dalla ditta produttrice in maniera gratuita e gli va riconosciuto. Ma con un utilizzo così vasto non è stato possibile pensare una divisione tra chi lo riceve e chi no: pazienti intubati da 24 ore avranno farmaco in maniera seguita, tutti gli altri invece faranno parte di una raccolta dati collaterale e diversa per capire se il farmaco dà benefici. Cercando di salvare più vite possibili abbiamo disegnato due studi». Sono in corso diverse decisioni per accelerare l’accesso ai farmaci sperimentali e alle terapie per combattere coronavirus: come spiegava ancora Magrini, nel Decreto “Cura Italia” «sono espresse volontà di centralizzazione dei percorsi degli studi: Aifa avrà maggiore autorità per decidere sulle proposte di sperimentazione».



© RIPRODUZIONE RISERVATA