Tocilizumab, ok Aifa per cura pazienti Covid gravi/ Farmaco utilizzabile solo se…

- Alessandro Nidi

Il farmaco Tocilizumab è stato inserito da Aifa nell’elenco di quelli utilizzabili su pazienti Covid gravi: ecco quando potrà essere somministrato l’anticorpo monoclonale

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Covid Italia, reparto di terapia intensiva (LaPresse, 2021)

Il Tocilizumab è stato ufficialmente inserito dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per il trattamento dei pazienti ricoverati in ospedale per Covid-19. La notizia è divenuta una certezza assodata in queste ore, quando ha iniziato a diffondersi ad ampio raggio e a raggiungere anche le redazioni giornalistiche. Come riporta “Medical Facts”, l’ente regolatore nazionale ha concesso il proprio lasciapassare alla somministrazione dell’anticorpo monoclonale fra i degenti adulti colpiti in maniera grave dal virus e che dunque necessitano di cure immediate per scongiurare un aggravamento del quadro clinico.

In particolare, il farmaco Tocilizumab, già acquistabile nelle farmacie da chi soffre di artrite reumatoide con il nome di RoActemra, è stato incluso dall’Agenzia italiana del farmaco nel novero dei medicinali che possono essere adoperati in caso di infezioni davvero complicate e/o caratterizzati da elevati livelli per quanto concerne gli indici di infiammazione sistemica, in condizioni cliniche – appunto – ritenute dai medici rapidamente ingravescenti.

TOCILIZUMAB, OK AIFA: FARMACO AI MALATI COVID GRAVI

Una vera e propria svolta, quindi, per ciò che concerne il protocollo delle cure dei pazienti Covid che si trovano ricoverati in ospedale. In particolare, come evidenzia “Medical Facts”, sono considerati candidabili a ricevere questo tipo di trattamento tutti i degenti in terapia intensiva da un periodo di tempo inferiore alle 24 o alle 48 ore e che ricevono ventilazione meccanica o, comunque, ingenti quantità di ossigeno. Non solo: sono inclusi nell’elenco del Tocilizumab anche coloro che sono stati ospedalizzati da poche ore e che, purtroppo, denunciano un fabbisogno d’ossigeno in aumento celere e progressivo. Infine, il farmaco può essere destinato anche a coloro che sono già ospedalizzati e sono in rapida progressione clinica, nonostante l’utilizzo di desametasone o di altri cortisonici da 1 o 2 giorni. Insomma, l’Italia ha ufficialmente compiuto un ulteriore passo avanti nella lotta contro la malattia, ricordando ovviamente come il vaccino rappresenti lo strumento più efficace per evitare l’ospedalizzazione e la possibilità di rischiare la propria vita a causa di un’infezione da Covid-19.



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