TOMMASO BUSCETTA, PENTITO DI MAFIA/ “Quando entrò in aula tutti fecero silenzio…”

- Emanuele Ambrosio

C’è anche Tommaso Buscetta, il pentito di mafia conosciuto come ‘Il boss dei due mondi’, nella fiction Io, una giudice popolare al Maxiprocesso.

Tommaso Buscetta

Le protagoniste reali di Io, giudice popolare al Maxiprocesso (Teresa Cerniglia, Maddalena Cucchiara e Francesca Vitale) integrano con le loro testimonianze la trama del docufilm. Particolarmente significative le parole su Tommaso Buscetta, l’uomo noto come il pentito di mafia che ha dato un grande contributo all’interno del Maxiprocesso. “L’arrivo di Buscetta era attesissimo come il punto di snodo del processo”, ricordano i vari testimoni. “Aveva messo nero su bianco nelle mani di Giovanni Falcone tutta la sua verità sulla mafia”. Questo il ricordo del suo ingresso in aula: “C’era un silenzio di tomba, una cosa impressionante. Questo voleva dire che loro erano consapevoli e che – malgrado tutto – quest’uomo conservava un carisma”. Un uomo senza particolari colpe da espiare, ma che con la sua presenza poteva certamente cambiare le cose. (agg. di Rossella Pastore)

Chi è Tommaso Buscetta

C’è anche Tommaso Buscetta, il pentito di mafia conosciuto anche come Il boss dei due mondi nella fiction “Io, una Giudice Popolare al Maxiprocesso” in onda da giovedì 3 dicembre 2020 in prima serata su Rai1. La serie racconta gli eventi realmente accaduti del lungo dibattimento giudiziario a carico di numerosi capimafia tra cui c’è anche il mafioso conosciuto anche come “Don Masino”. Buscetta è stato un affiliato di Cosa nostra, ma dopo il suo arresto ha deciso di collaborare con la giustizia ricoprendo un ruolo importante nelle inchieste coordinate dal magistrato Giovanni Falcone. Le rivelazioni di Buscetta, infatti, furono importantissime per Giovanni Falcone nel ricostruire e scoprire la grande macchina organizzativa che si celava dietro la struttura mafiosa siciliana. Non solo, il “pentito” Buscetta è stato anche colui che ha fatto il nome di Andreotti accusandolo di collisione con la mafia. Correva l’anno 1984 quando, durante la sua collaborazione con la giustizia, parla di una entità dietro la terribile strage di Capaci che costò la vita al magistrato Giovanni Falcone. Poco dopo la strage di Capaci però Buscetta decide di fare il nome di quella entità: Andreotti.

Tommaso Buscetta e le rivelazioni su Andreotti: “con le mie mani, mi sono fottuto”

Tommaso Buscetta aveva già parlato di Andreotti al viceprocuratore distrettuale di New York, Richard Martin, ma non fu il solo visto che anche altri collaboratori di giustizia fecero il nome dell’esponente della Democrazia Cristiana. Buscetta parlando delle accuse su Andreotti smentì il teorema: “non è così. La gente ha la memoria corta. Il “teorema” era quello del maxi processo. E ci si riferiva al fatto che la commissione di Cosa Nostra era responsabile di tutti i delitti commessi dagli uomini d’onore. Le dichiarazioni su Andreotti sono semplicemente il racconto di fatti che altri mi avevano riferito e che io, a mia volta, ho raccontato ai giudici”. Il boss dei due mondi è stato fondamentale nella lotta alla mafia; basti pensare che con la sua collaborazione con la giustizia furono ben 15 i nomi di uomini politici coinvolti con Cosa nostra. “Ho fatto 15 nomi di uomini politici, ma quello che ha fatto maggior rumore è stato quello di Andreotti. E così, con le mie mani, mi sono fottuto, perché da quel preciso momento la denigrazione nei miei confronti è stata continua. Se rinascessi a nuova vita, con la politica non mi immischierei più!” – disse il pentito Buscetta.

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