Tommaso Paradiso vs Matteo Salvini/ “Manifestazione 2 giugno cag*ta pazzesca”

- Mirko Bompiani

Tommaso Paradiso si scaglia contro Matteo Salvini in un lungo post pubblicato su Instagram: arriva la replica dell’ex ministro dell’Interno.

tommaso paradiso matteo salvini
Tommaso Paradiso a L'Assedio

Tommaso Paradiso contro Matteo Salvini su Instagram: l’ex leader dei Thegiornalisti attacca il segretario federale della Lega per la manifestazione di piazza in programma il prossimo 2 giugno 2020. Il celebre cantante ha usato parole forti per apostrofare l’ex ministro dell’Interno, non andando troppo per il sottile. Dopo aver elencato una serie di attacchi a Salvini – «Va bene insultare o abbracciare il Meridione e i meridionali a seconda del trend. Va bene dichiarare in un primo momento che “Padania is not Italy” per poi affermare “Amo l’Italia tutta” a seconda del trend», per fare un esempio – Paradiso ha articolato un discorso chiaro: «Ma questa cosa della possibile manifestazione del 2 giugno a Roma è di una gravità infinita. Siamo stati in lockdown totale fino al 4 maggio e neanche un mese dopo viene proposta una grande manifestazione di piazza, ovvero un mega assembramento, un grande calcio in culo all’enorme fatica che tutta l’Italia ha fatto per tentare di uscire da una crisi senza precedenti. Ennesima manovra populista per inferocire l’animo già incattivito di tanta gente».

TOMMASO PARADISO VS MATTEO SALVINI: LA REPLICA DELL’EX MINISTRO

«L’Italia può e deve ripartire, possiamo e dobbiamo tornare a lavorare, sì. Anche senza una manifestazione di piazza, perché come avrebbe detto qualcuno… durante una pandemia la manifestazione di piazza È UNA CACATA PAZ», la conclusione del lungo post Instagram di Tommaso Paradiso. Matteo Salvini ha deciso di replicare tramite social network, ma nessuna risposta muscolare, bensì un invito in piazza: «Come tanti italiani stanno già facendo in questi giorni, con le mascherine, rispettando le distanze e senza assembramenti, il 2 giugno saremo a Roma con un lungo Tricolore per portare in piazza le idee di molti per ricostruire il Paese, e per raccogliere cibo e generi alimentari da donare a chi ha bisogno. Nel rispetto delle regole e delle distanze, aspettiamo in piazza anche il signor Paradiso e tutti coloro che amano l’Italia».

 

 

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A tutto c’è un limite. Va bene disorientare i cittadini alternando slogan come “apriamo tutto/chiudiamo tutto” a seconda del trend. Va bene insultare o abbracciare il Meridione e i meridionali a seconda del trend. Va bene dichiarare in un primo momento che “Padania is not Italy” per poi affermare “Amo l’Italia tutta” a seconda del trend. Va bene disinteressarsi completamente del tema religioso per poi baciare laidamente il Crocifisso a seconda del trend. Va bene travestirsi da medico, carabiniere, poliziotto, pompiere, economista, dandy, agricoltore, sciatore (non li ricordo tutti) a seconda del trend. Va bene articolare messaggi politici solo attraverso lunghi e interminabili quanto vacui elenchi e/o “liste della spesa” con il tentativo di inglobare il maggior numero di categorie, mestieri, professioni, sport, arti a seconda del trend, così che poi il cittadino griderà: “Hey quello sta parlando di me, lui si che mi capisce!”. Va bene tirare fuori il tema dei “migranti” a seconda del trend ma soprattutto quando non si hanno più argomenti e il consenso pare ti stia leggermente abbandonando. Va bene, sì, diciamo che va bene tutto. Ma questa cosa della possibile manifestazione del 2 giugno a Roma è di una gravità infinita. Siamo stati in lockdown totale fino al 4 maggio e neanche un mese dopo viene proposta una grande manifestazione di piazza, ovvero un mega assembramento, un grande calcio in culo all’enorme fatica che tutta l’Italia ha fatto per tentare di uscire da una crisi senza precedenti. Ennesima manovra populista per inferocire l’animo già incattivito di tanta gente. Lo spostamento tra regioni tecnicamente sarà consentito dal 3 giugno. Spero che tutto ciò lucidamente venga impedito e scongiurato. E sì, già percepisco nell’aria gli slogan del futuro: “ci hanno impedito di manifestare! Questa è una dittatura!” (e cazzate simili). È già tutto scritto e così scontato. Si predica buon senso ma si propaga disagio, imbarbarimento e confusione. L’Italia può e deve ripartire, possiamo e dobbiamo tornare a lavorare, sì. Anche senza una manifestazione di piazza, perché come avrebbe detto qualcuno… durante una pandemia la manifestazione di piazza È UNA CACATA PAZ

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