TONY SPERANDEO/ “Sono un brutto che piace, tipo Belmondo”

- Alessandro Nidi

Tony Sperandeo raggiunse l’apice del successo nel 2001 con il David di Donatello, ma la sua vita è stata contrassegnata anche da una grande tragedia

tony sperandeo
(Oggi è un altro giorno)

«Sono un brutto che piace, tipo Belmondo»: così Tony Sperandeo ai microfoni di Oggi è un altro giorno. Il celebre attore si è raccontato a tutto tondo: «La faccia mi ha aiutato, ma non basta: ci vuole la determinazione, la forza e l’amore per questo lavoro». Poi sui suoi ruoli iconici: «La gente non si ricorda di Tony il buono, solo lo Sperandeo cattivo: ho fatto il poliziotto ne La Squadra, ho fatto anche il prete. La gente mi identifica nei ruoli da cattivo, io ora non ci faccio caso ma prima ci rimanevo male».

Nei giorni dell’elezione del capo dello Stato, Tony Sperandeo ha voluto mandare un messaggio a Mattarella: «Vorrei salutare il professore Sergio Mattarella, lo ringrazio a nome di tutti gli italiani, perché è stato un grande presidente e un grande papà. Sei stato un grande presidente per sette anni». Poi una battuta sul rapporto con il fumo, cessato ormai anni fa: «Sono arrivato a fumare tre pacchetti al giorno, un giorno mi è venuta una crisi che mi si è bloccato il respiro. Mi sono fatto il segno della croce e mi sono affidato a Dio. Poi ho ricominciato a respirare, tre minuti dopo ho acceso una sigaretta e ho avuto una specie di scossa. Adesso ho smesso da sette anni». (Aggiornamento di MB)

CHI È TONY SPERANDEO?

Tony Sperandeo, ospite in data odierna a “Oggi è un altro giorno”, trasmissione di Rai Uno condotta da Serena Bortone, è uno dei grandi protagonisti del nostro cinema. L’uomo non ha avuto un’infanzia del tutto agevole, ma successivamente si è dedicato al mondo del cabaret, per poi passare alla recitazione e ai casting, fino a debuttare sul grande schermo nel film a episodi “Kaos”. La sua popolarità è cresciuta poi grazie alla sua partecipazione alla serie televisiva “La piovra 2”, specializzandosi poi nei ruoli più delicati dei lungometraggi aventi come tema la mafia e la criminalità, complici l’accento siciliano e lo sguardo minaccioso.

Fondamentale nel suo percorso la pellicola “La discesa di Aclà a Floristella”, incentrata sulla vita dei carusi delle miniere siciliane. La critica boccia il film, ma per Sperandeo è l’occasione per recitare al fianco di Rita Barbanera, attrice teatrale e doppiatrice che sarebbe diventata sua moglie e con la quale ebbe due figli, Tony e Priscilla. La donna, tuttavia, si tolse la vita il 27 aprile 2001 a trentadue anni, buttandosi dal balcone della casa di Palermo in cui viveva con la sua famiglia. Una tragedia immane, che ha inevitabilmente segnato la vita dell’attore.

TONY SPERANDEO E LA CARRIERA MUSICALE

Il 2001 ha portato a Tony Sperandeo anche il David di Donatello come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione del boss mafioso Gaetano Badalamenti nel film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana. In televisione, si ricorda la sua presenza nel 2009 al reality show “La fattoria”, condotto da Paola Perego su Canale 5, ma dopo un litigio avvenuto con Fabrizio Corona, nella prima puntata in studio ha deciso di rinunciare a prendere parte al format nelle vesti di concorrente.

A livello musicale, invece, negli anni Novanta Tony Sperandeo ha inciso alcuni dischi insieme a Giovanni Alamia. Le loro canzoni, prevalentemente in lingua siciliana e umoristiche, sono le parodie di canzoni italiane rivisitate in una chiave prevalentemente goliardica. I testi erano scritti dal duo con Luigi Maria Burruano e sono ancora molto gettonati in Sicilia.







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