Tony Sperandeo/ “Non so perchè a noi siciliani ci fanno interpretare solo mafiosi”

- Mirko Bompiani

Tony Sperandeo in ansia per l’emergenza coronavirus: “Sono preoccupatissimo per il nostro settore, noi siamo con le spalle al muro”.

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Tony Sperandeo con Enrico Lo Verso e Ninni Bruschetta (News Cinema)

Tony Sperandeo a tutto tondo nella lunga intervista rilasciata ai microfoni de “I lunatici”. Il noto attore siciliano si è raccontato tra carriera e vita privata, ma non poteva mancare un commento sull’emergenza coronavirus: «Con questo coronavirus gli orari sono sballati: si mangia di più, si dorme male e la notte ci si sveglia. O almeno così è per me, che ormai dormo a puntate: il sonno è diventato una fiction». Il Badalamenti de “I cento passi” ha poi aggiunto: «Sono preoccupatissimo per il nostro settore, noi siamo con le spalle al muro. Io poi ho un enfisema polmonare, in estate mi facevo diversi spettacoli, quest’anno me lo posso dimenticare». Poi, sulla sua carriera: «Io forse ci sono nato, attore. Il mio primo film l’ho fatto a 29 anni, ho iniziato tardi. Però poi ho galoppato e dagli anni ’90 fino ad inizio 2000 ero nei migliori film prodotti in Italia».

TONY SPERANDEO E IL RETROSCENA SU “I CENTO PASSI”

Nella lunga intervista rilasciata al programma in onda su Rai Radio 2, Tony Sperandeo è poi tornato su “I cento passi”, film di Marco Tullio Giordana su Peppino Impastato: «In fase di preparazione, io ed il regista andammo a trovare a Cinisi la mamma di Impastato, c’era anche il fratello Giovanni. Quando venne a sapere che avrei interpretato Tano Badalamenti, voleva cacciarmi di casa».

Tony Sperandeo ha poi rivelato di essere stato spesso scambiato con un personaggio interpretato sul grande o piccolo schermo e c’è anche chi gli ha chiesto se fosse veramente mafioso. Un ruolo interpretato spesso, forse troppo: «Mi hanno inflazionato troppo nel ruolo del mafioso: mi dà fastidio che noi siciliani siamo spesso identificati a fare sempre i mafiosi, noi siciliani dobbiamo interpretare i mafiosi e questa cosa non la condivido affatto».



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