Torino, arrestato prete evangelico nigeriano/ Picchiava moglie e rubava offerte

- Silvana Palazzo

Torino, prete evangelico nigeriano arrestato per maltrattamenti: picchiava la moglie. La donna poi rivela che il marito rubava offerte dei fedeli

Polizia di Stato Coronavirus festa
Volante Polizia di Stato (LaPresse, immagini di repertorio)

Un prete della chiesa cristiana evangelica è stato arrestato nei giorni scorsi a Torino per maltrattamenti alla moglie. Già noto alla polizia per reati di rapina, droga e sfruttamento della prostituzione, è stato fermato mentre inseguiva la moglie all’interno della loro abitazione. Correva dalla cucina alla camera da letto per afferrarla. «Mi ha picchiata violentemente con pugni alla testa e ha cercato di strangolarmi», ha raccontato in lacrime la donna agli agenti. La vicenda è stata ricostruita da La Stampa, così come la figura di questo pastore, a dir poco particolare. Ci sono i precedenti, ma anche la sua occupazione: fa il tassista abusivo a Porta Palazzo. È infatti un autista di kabu kabu, oltre che prete evangelico alla “Montagna di Fuoco” di via Pinerolo. La donna ai poliziotti non ha raccontato solo dei maltrattamenti subiti («Da anni vivo nel terrore»), ma ha pure rivelato che il marito 44enne si intascava pure parte delle offerte dei fedeli. «Lui trattiene per sé parte delle offerte che in teoria dovrebbe mandare a Roma alla nostra Chiesa centrale».

TORINO, PRETE ARRESTATO PER MALTRATTAMENTI

La coppia è sposata da anni. Il 44enne aveva raccontato di aver scelto la moglie tra le fedeli della chiesa evangelica. Peccato non abbia saputo trattarla e rispettarla dopo il matrimonio. Entrambi originari della Nigeria, hanno due figli piccoli. Dopo il matrimonio sono cominciati i maltrattamenti, anche davanti ai bambini. Ha raccontato che lui le aveva tenuto nascosto che era senza documenti, quindi l’ha aiutato a regolarizzarsi. «Ho saputo che era finito in prigione, e che era anche stato denunciato dalla sua ex fidanzata – riporta La Stampa -. Poi ho scoperto che aveva una seconda moglie in Nigeria». Le liti scoppiavano soprattutto per soldi. Lei fa la domestica, si occupa dei figli e manda avanti la casa. «Lui è sempre in giro per Torino, dice di lavorare tutto il giorno ma non porta molti soldi in casa. Mi picchia ogni volta che gli chiedo del denaro per fare la spesa o per comprare i libri scolastici». Ma quando gli agenti lo hanno fermato e perquisito, gli hanno trovato addosso circa 4mila euro, mentre altri 3mila erano nascosti in un armadio dell’abitazione.

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