Ittiosi Arlecchino/ Giovannino ha colpito Alena Seredova “Non giudico i genitori”

- Davide Giancristofaro Alberti

Ittiosi Arlecchino: la storia di Giovannino, bimbo abbandonato all’ospedale Sant’Anna di Torino, ha colpito Alena Seredova. Ecco le sue parole

Neonata uccisa
Neonato, immagine repertorio (Pixabay)

Ha colpito il cuore di molti la storia del piccolo Giovannino, il bimbo nato lo scorso agosto con l’Ittiosi Arlecchino, e abbandonato dai suoi genitori all’ospedale Sant’Anna di Torino. Fra coloro che non sono rimasti indifferenti di fronte a questa drammatica vicenda, anche Alena Seredova, ex moglie di Gigi Buffon e nota showgirl: «A Praga, i medici pensavano che avessi l’ittiosi anch’io – ha spiegato ai microfono del Corriere della Sera la stessa – papà ricorda sempre che, quando mi vide nella culla dell’ospedale, tutta coperta di squame, fece un balzo all’indietro per lo spavento, poi cominciò a piangere». La Seredova ha svelato di essere a conoscenza della storia di Giovannino già da settembre: «L’ho visto a settembre. Ero andata a programmare le raccolte fondi per Natale, con la vendita dei panettoni. Mi hanno presentato questo cucciolo, mi hanno raccontato la sua storia e vederlo è stato un momento molto forte». L’ex di Buffon ha quindi raccontato di aver incontrato un bimbo molto vispo, sveglio e attivo: «L’ho portato un po’ in giro nel passeggino – ha proseguito – ho pensato a quanto dovesse essere stato doloroso per i genitori decidere di lasciarlo. So che sono più o meno miei coetanei, che l’hanno avuto con una fecondazione assistita e che, nonostante, tutti gli esami preventivi, era stato impossibile diagnosticare in anticipo una malattia così rara. Non mi sento di giudicarli». La Seredova spera ovviamente che al più presto qualcuno decida di adottare il povero Giovannino. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BIMBO CON ITTIOSI ARLECCHINO, IL COTOLENGO “CE NE OCCUPEREMO NOI”

Dopo la notizia del piccolo Giovannino, abbandonato in ospedale a Torino dai genitori dopo la nascita perchè affetto da Ittiosi Arlecchino, a farsi avanti rendendosi disponibili a prendersi cura del piccolo è stata la Piccola Casa della Divina Provvidenza, lo storico luogo di accoglienza a Torino fondato da Giuseppe Cottolengo. La struttura si è resta disponibile alle cure ed all’ospitalità del neonato. Don Carmine Arice, Padre generale del Cottolengo, come riferisce TgCom24, ha scritto una lettera indirizzata al bambino: “Caro Giovannino, quando questa mattina abbiamo letto la tua storia, così breve ma già così importante, ci è venuto subito nel cuore il desiderio di accoglierti tra noi. Sai, don Giuseppe Cottolengo ha voluto una casa proprio per quanti fanno fatica a trovarne una perché la loro situazione di vita o di salute era particolarmente difficile. E così vogliamo continuare a fare anche noi. Anche per te, caro Giovannino, vorremmo pensare un’accoglienza degna del valore infinito della tua esistenza, con tutto ciò che sarà necessario e nelle modalità che richiede una situazione così particolare come la tua: insomma una casa con persone che ti vogliono bene e si prendono cura di te fino a quando sarà necessario”. Quindi, conclude la missiva, semmai dovesse esserci una famiglia pronta ad accoglierlo, saranno contenti di affidarlo ai suoi nuovi genitori. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“MANGIA E CRESCE”

Ha fatto in breve tempo il giro del web la notizia riguardante il neonato affetto da Ittiosi Arlecchino, abbandonato dai suoi genitori dopo il parto presso l’ospedale Sant’Anna di Torino. La patologia di cui è affetto il piccolo Giovannino non rientra nemmeno nell’elenco delle malattie rare, come spiegato dal direttore del centro di ricerche sulle malattie rare dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, il professor Dario Roccatello: “Nel registro – le sue parole ai microfoni de La Stampa – vengono catalogati i pazienti che a seguito di malattie rare, parliamo di circa 40 mila persone fra Piemonte e Valle d’Aosta, possono se non altro ottenere esenzioni dal servizio sanitario pubblico. Nel caso dell’Ittiosi Arlecchino, date le bassissime possibilità di sopravvivenza, i soggetti colpiti non hanno nemmeno questa opportunità: nel senso che purtroppo non ci arrivano”. Eppure Giovannino sembra rappresentare un caso più unico che raro, anche perché ha già tre mesi. “Mangia, interagisce e cresce”, raccontano le infermiere che lo stanno accudendo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ITTIOSI ARLECCHINO IN NEONATO DI TORINO “PUO’ ESSERE DEVASTANTE”

“Non so quale sia la ragione, l’unica cosa certa è che questo bambino è stato abbandonato”, le parole di un’infermiera dell’ospedale Sant’Anna di Torino, che è voluta rimanere anonima, ai microfoni del quotidiano La Stampa di stamane. “Adesso – prosegue la donna – la sera va a dormire nel reparto di terapia intensiva neonatale del Sant’Anna, l’ospedale è tenuto a farsene carico fino a sei mesi. Tutti noi però sogniamo che abbia presto una vera cameretta tutta per sé”. Gli assistenti sociali del comune di Torino sono stati allertati, ma al momento non si riesce a trovare nessuno disposto ad adottare il piccolo Giovannino: “Questa forma di ittiosi è cosi devastante e rara – spiega sempre a La Stampa il professore Dario Roccatello, direttore del centro di ricerche sulle malattie rare dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino – anche rispetto alla famiglia delle ittiosi tradizionali, che difficilmente si arriva all’età adolescenziale”. Una malattia, che come prosegue il professore, può avere anche un impatto psicologico devastante visto che “La desquamazione della pelle può essere terribile”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ITTIOSI ARLECCHINO COLPISCE NEONATO: I GENITORI LO LASCIANO ALL’OSPEDALE

Un bimbo di pochi mesi, nato a Torino, è stato abbandonato dai proprio genitori in ospedale, perché affetto da una grave malattia. Una vicenda delicata che è raccontata in queste ultime ore da numerosi organi di informazione online, cominciando da TgCom24.it. Giovannino, così si chiama il piccolo, è nato ad agosto al Sant’Anna, concepito con l’eterologa; alla nascita i suoi genitori hanno scoperto che il loro figlio aveva l’Ittiosi Arlecchino, una patologia molto rara che obbliga chi viene colpito a stare lontano dalla luce solare, con l’aggiunta di gravi difficoltà respiratorie. Giovannino lascerà l’ospedale fra due mesi, ma al momento nessuno si è fatto avanti per accudirlo. Come riferisce il quotidiano La Stampa, al momento si stanno facendo carico del bimbo le infermerie dell’ospedale Sant’Anna, ma la struttura può prendere in carico un neonato solamente fino al sesto mese, dopo di che bisognerà trovare una nuova sistemazione.

TORINO, BIMBO NASCE CON L’ITTIOSI ARLECCHINO: COS’E’ QUESTA MALATTIA?

Peccato però che la malattia che ha colpito il bimbo spaventi e non poco i possibili genitori adottivi, visto che il neonato necessita di continue cure, e nessuna casa-famiglia riesce a farsene carico. Ma che cosa è l’Ittiosi Arlecchino? E’ una patologia che colpisce un caso su un milione di nuovi nati, ha una mortalità molto alta, e solamente se diagnostica in tempi brevi è possibile la sopravvivenza. La malattia colpisce la pelle, e chi ne è colpito presenta delle grosse placche di forma squadrata, che ricordano appunto da vicino la famosa maschera di Arlecchino. Di solito coloro che nascono con questa gravissima quanto rara patologia, non arrivano alla settimana di vita, ma Giovannino è una sorta di miracolo, avendo già superato il quarto mese di vita, e soprattutto, una fase molto acuta, quella più delicata del suo percorso. Le aspettative resta comunque molto basse, ed è anche per questo che si sta facendo non poca difficoltà a trovare una famiglia che possa adottare questo povero bimbo, col rischio poi di perderlo subito dopo.

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