TRA LIBIA E UCRAINA/ Un’Italia senza bussola nella trappola di Usa e Uk

- Giuseppe Gagliano

L’anglosfera usa la Nato con obiettivi egemonici, che non collimano con gli interessi nazionali dell’Italia

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Anglosfera: Boris Johnson e Joe Biden (LaPresse)

Indipendentemente dalla narrativa a scopo meramente propagandistico – scontata quanto prevedibile e fatta propria da alcune testate nazionali italiane come da riviste specializzate strettamente affiliate alla Nato – il vertice Nato di giugno a Madrid si caratterizza per quanto riguarda il nostro Paese come un evidente fallimento. Vediamone le ragioni in dettaglio.

In primo luogo è evidente che questo vertice è stato dominato dalla logica di proiezione di potenza dell’anglosfera in funzione antirussa e anticinese; in secondo luogo il vertice ha reso ancora più dipendente il vecchio continente dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna soprattutto in relazione al gas e al petrolio; in terzo luogo è evidente che la Nato e gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di raggiungere un compromesso con la Russia, ma di logorarne l’economia dissanguandola in modo progressivo e graduale.

In quarto luogo questo vertice è riuscito ad allontanare l’Europa da sinergie considerate pericolose per l’egemonia dell’anglosfera con la Russia e con la Cina, quando al contrario l’Europa avrebbe tutto l’interesse a mantenere ottimi rapporti di natura economica sia con la Russia che con la Cina.

Questo significa – in parole povere – che non solo è ormai sempre più remota l’auspicata autonomia politica e militare dell’Europa come indicato da Macron, ma che l’Europa dimostra con questo vertice di essere totalmente subalterna al diktat dell’anglosfera.

È evidente che da questo vertice non poteva certamente emergere un’autocritica in merito al fallimento della Nato e degli Stati Uniti in Afghanistan né tantomeno un’autocritica in merito alla permanente destabilizzazione nella quale si trova attualmente la Libia, destabilizzazione che sta costringendo il nostro governo a venire a patti e a compromessi con il “dittatore” Erdogan, come lo definì Mario Draghi.

Concretamente, dal punto di vista geopolitico, ciò significa che la Nato costringe l’Europa – e quindi anche l’Italia – a spostare la sua attenzione verso teatri lontanissimi dai propri interessi, come quello dell’Indo-Pacifico e come quello ucraino. Al contrario l’Europa – e a maggior ragione il nostro Paese – ha tutto l’interesse a salvaguardare i propri interessi in merito al fianco sud della Nato e cioè al Mediterraneo. Do you remember terrorismo islamico, immigrazione clandestina, destabilizzazione politica ed economica della Libia? Quello che invece emerge dal nuovo concetto strategico è la necessità di militarizzare in termini atlantici l’Ucraina.

In conclusione l’Europa esce assolutamente sconfitta e umiliata dall’ultimo vertice, Europa che dovrebbe essere una sorta di ponte sia con la Russia che con la Cina da un lato e dall’altro con gli Stati Uniti. Infatti l’interscambio commerciale tra l’Europa, la Russia e la Cina è prioritario per il vecchio continente.

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