Trapianto capelli sbagliato, moglie lo lascia/ Medico condannato ma per il giudice…

- Silvana Palazzo

Medico sbaglia trapianto di capelli: condannato al risarcimento. Ma per il giudice non deve pagare anche per il fatto che il paziente si è separato dalla moglie…

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(Foto: Pixabay)

Si sottopone ad un trapianto di capelli, ma non ottiene alcun risultato, allora la moglie lo lascia e lui denuncia il medico. Questi alla fine viene condannato al risarcimento. È quanto accaduto a Pisa, dove un uomo di 54 anni aveva riposto tutte le sue speranze nel trapianto di capelli per risolvere un problema che stava avendo ricadute sul lavoro e pure nel rapporto dalla moglie, da cui poi si è separato. Si è sottoposto a due interventi, senza risultati. La prima volta, nel 2008, si era recato in una clinica di fuori provincia. Dopo nove mesi, si è recato nello studio dello stesso chirurgo nella speranza che potesse rimediare al primo fallimento, che peraltro aveva ulteriormente mortificato la sua estetica. Deluso dal suo medico, al quale aveva affidato la sua rinascita personale, l’uomo lo ha denunciato chiedendo un risarcimento di 37mila euro tra danno patrimoniale e biologico, considerando anche la fine del matrimonio come danno collaterale di una capigliatura insoddisfacente e con cicatrice alla nuca in evidenza. La vicenda è stata ricostruita da Il Tirreno, spiegando che alla fine il medico è stato condannato.

MEDICO CONDANNATO PER TRAPIANTO CAPELLI SBAGLIATO MA…

La causa, cominciata nel 2013, si è conclusa con la decisione del giudice Eleonora Polidori che ha riconosciuto gli errori del chirurgo, ma senza monetizzarli come il paziente affetto da alopecia avrebbe voluto. Il medico è stato infatti condannato a versare circa 10mila euro al 54enne, con l’aggiunta di 3mila euro di spese legali. Il giudice, quindi, come riportato da Il Tirreno, ha rimosso i malesseri psicologici e la separazione coniugale come “aggravante” da risarcire. In sede probatoria non hanno trovato riscontro neppure le ripercussioni negative in ambito relazionale, lavorativo, sociale e familiare, ha precisato il giudice, secondo cui l’uomo non ha prodotto prove concrete dei turbamenti né dimostrato in che misura il fallito trapianto di capelli ha avuto ripercussioni negative sulla sua vita, «posto che comunque secondo l’id quod plerumque accidit un evento del genere, per quanto fastidioso, non è di per sé idoneo a compromettere un’unione coniugale salda». D’altra parte, è stata riconosciuta la colpa del dottore. Questa storia ha comunque in parte un lieto fine: nel 2010 il paziente ha trovato un medico, a Istanbul, che ha risolto i suoi problemi.

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