Trasporti più verdi? In parte…

Da un lato si producono mezzi sempre più ecologici, dall’altro un numero maggiore di persone percorre tragitti più lunghi, annullando di fatto i benefici tecnologici.

17.11.2011 - La Redazione
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Motori meno inquinanti ma tragitti più lunghi, e l'inquinamento non cala

I trasporti, e il loro impatto negativo sull’ambiente, continuano a essere un fattore strettamente legato alla crescita economica.
Se da un lato, grazie ai progressi tecnologici, si producono veicoli più ecologici, dall’altro un numero sempre più elevato di passeggeri e merci percorre distanze sempre più lunghe, annullando così i vantaggi acquisiti in termini di efficienza. Sulla base di un’analisi delle tendenze a lungo termine, una nuova relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) invita a elaborare una visione chiara che definisca il sistema dei trasporti in Europa entro il 2050 e politiche coerenti per realizzarlo.
Nella sua decima edizione, la relazione TERM dell’AEA presenta una panoramica dell’impatto dei trasporti sull’ambiente, fondata su un’analisi di 40 indicatori rilevanti. I dati riportati nella relazione per il periodo 1997-2007 presentano un quadro eterogeneo, con alcuni miglioramenti degli inquinanti atmosferici e gravi preoccupazioni riguardanti la crescita persistente delle emissioni di gas a effetto serra causate dai trasporti.
“Negli ultimi dieci anni ci siamo concentrati su misure volte a migliorare la mobilità, separando le emissioni dei trasporti dalla crescita economica. Oggi possiamo constatare che gli ingenti investimenti nelle infrastrutture di trasporto ci hanno permesso di soddisfare maggiormente le nostre esigenze quotidiane, ma non hanno condotto a una diminuzione dei periodi di esposizione al rumore, al traffico e all’inquinamento atmosferico”, ha affermato la prof. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA. “In futuro dovremo concentrarci non solo sulle modalità di trasporto, ma anche sulle ragioni per cui le persone scelgono di viaggiare, perché in ultima analisi la mobilità è legata indissolubilmente alla qualità della nostra vita”.
I trasporti, compreso il trasporto aereo e marittimo internazionale, rappresentano circa un quarto delle emissioni complessive di gas a effetto serra nell’UE.

Tendenze e risultati
Se si considera l’insieme dei 27 Paesi UE si registra un aumento del trasporto merci che cresce più di quanto faccia l’economia, con particolare riferimento al trasporto su strada (+43%) e per via aerea (+35%) nel decennio 1997-2007. Nello stesso periodo è diminuita la quota del trasporto su rotaia e per vie navigabili interne in rapporto al volume totale di merci.

Il rallentamento attuale dell’economia ha ridotto i volumi di trasporto, ma si prevede che questi riprenderanno a crescere contestualmente alla ripresa della crescita dell’economia.
Il trasporto passeggeri invece ha continuato a crescere a un ritmo più lento rispetto all’economia.
Il trasporto aereo all’interno dell’UE è rimasto il settore in più rapida crescita, con un aumento del 48% tra il 1997 e il 2007.
Il principale mezzo di trasporto è rimasta l’automobile, che rappresenta il 72% dei chilometri complessivamente percorsi dai passeggeri. Nei paesi membri dell’AEA, le emissioni di gas a effetto serra dovute ai trasporti (con l’esclusione del trasporto aereo e marittimo internazionale) sono aumentate del 28% tra il 1990 e il 2007, e ora rappresentano circa il 19% delle emissioni complessive. Malgrado le riduzioni delle emissioni di inquinanti atmosferici, nel 2007 il trasporto su strada è stato il principale responsabile delle emissioni di ossidi di azoto e il secondo produttore di sostanze inquinanti che danno origine al particolato (il famigerato PM10). Tra i 32 paesi membri dell’AEA, solo la Germania e la Svezia stanno attuando politiche significative nella realizzazione degli obiettivi indicativi per il 2010 riguardanti l’uso di biocarburanti, anche se su questo aspetto sarà necessario effettuare alcuni approfondimenti.
Il traffico stradale, infine, rimane la principale fonte di esposizione all’inquinamento acustico. Il numero di persone esposte a livelli di rumore nocivi, specialmente di notte, è destinato ad aumentare a meno che non vengano elaborate e attuate politiche efficaci per il contrasto di questo problema spesso sottovalutato o, quantomeno, tenuto in considerazione nel definire la qualità della vita nelle nostre città.

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