ALITALIA/ Sentenza del Tar: no al monopolio Roma-Milano

- La Redazione

Il tribunale amministrativo del Lazio ordina ad Alitalia di cessare immediatamente il monopolio in atto sulla rotta Milano-Roma. Dal 28 ottobre spazio per nuove compagnie aeree

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E’ una sentenza, quella del tribunale amministrativo del Lazio, che peserà sul futuro di Alitalia, in un momento particolarmente pesante dopo la notizia di ieri di esuberi per 690 persone del personale amministrativo. Gli esuberi arriveranno in seguito all’approvazione del nuovo piano industriale della compagnia aerea, ma oggi il tar ha fatto sapere che quello che fino a oggi è stato un monopolio, i voli navetta tra Milano e Roma, è destinato a finire. Dal 28 ottobre ci sarà spazio per un’altra compagnia il che significa concorrenza per Alitalia a cui ci si domanda se sarà in grado di farvi fronte. Il Tar ha bocciato il ricorso che Alitalia aveva fatto contro il provvedimento dello scorso aprile nel quale l’antitrust aveva obbligato la compagnia a liberare rotte sulla direttiva Linate-Fiumicino. Oltre il danno la beffa: Alitalia deve anche pagare le spese del tribunale. Sono attualmente ventidue i voli giornalieri andata e ritorno di cui Alitalia dispone su questa importantissima rotta, quella più frequentata. Tale fatto secondo il tribunale amministrativo costituisce violazione delle norme sulla concorrenza. Non sono ancora state rese note le motivazioni dietro la sentenza, cosa che verrà fatta nei prossimi giorni. Nel suo ricorso Alitalia sosteneva che i treni ad alta velocità significavano già la fine del monopolio in quanto concorrenza tra le linee di comunicazione tra Milano e la capitale. La fusione di Alitalia con la compagnia Airone però diventata Alitalia Cai per il tribunale rappresenta un monopolio assoluto sulle linee aeree e come tale va eliminato. La data del 28 ottobre è quella dell’applicazione dell’orario invernale, data in cui se un’altra compagnia lo vorrà potrà presentare i propri voli di collegamento sulla rotta in questione. A proposito invece degli annunciati 690 esuberi, in una intervista pubblicata ieri da Ilsussidiario.net, Gianni Dragoni spiegava che questo nuovo ridimensionamento “non fa altro che confermare la difficile situazione in cui versa Alitalia, un’azienda perennemente in rosso che ha visto sfumare solo nel primo semestre di quest’anno ben 201 milioni di euro e la cui perdita aumenterà ancora alla fine dell’anno”.

Secondo Dragoni inoltre, “Alitalia non possiede capitale sufficiente per andare avanti ancora per molto, quindi in tutti i casi avrà bisogno tra non molto di nuovi fondi. Il problema è che i soci attuali italiani non sono più disposti a mettere neanche un centesimo sul piatto, anche perché erano entrati con l’idea di passare la mano ai francesi senza perdere i capitali investiti e invece si ritrovano con un valore patrimoniale del loro investimento ridotto fino a un quarto rispetto quello iniziale”.



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