FIAT/ Volskwagen lancia la sfida in Brasile, ecco come può rispondere Marchionne

- int. Pierluigi Bonora

Il numero uno di Volkswagen ha annunciato l’intenzione di riportare la casa tedesca in vetta al mercato brasiliano, sfidando apertamente la Fiat. Il commento di PIERLUIGI BONORA 

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Volkswagen parte alla conquista del Brasile. E’ Il Sole 24 Ore a far sapere che Martin Winterkorn, amministratore delegato del gruppo tedesco, ha annunciato al Salone dell’auto di San Paolo l’intenzione di riportare la casa tedesca in vetta al mercato brasiliano. Il Lingotto rappresenta attualmente il primo venditore locale con oltre 493 mila vetture immatricolate (+11,7%) contro le 482 mila circa di Volkswagen (+9,6%): si rinnova dunque una sfida che si protrae ormai da anni, con Volkswagen che ha annunciato di voler effettuare nuovi investimenti per 3,4 miliardi di euro entro il 2016, mentre Fiat è impegnata in un investimento da 3,8 miliardi di euro entro il 2014 con la costruzione di un nuovo impianto a Pernambuco e l’ampliamento di quello di Betim. IlSussidiario.net ha fatto il punto della situazione con Pierluigi Bonora, giornalista, cofondatore e presidente di Amoer.

Come giudica l’annuncio di Volkswagen?

Quella tra i due gruppi è una sfida appassionante che va avanti ormai da tanti anni. In questo momento Fiat è il gruppo numero uno in Brasile, ma, come annunciato, Volkswagen cercherà di toglierle il primato anche se riuscirci non sarà facile. Quello brasiliano è per Fiat il primo mercato mondiale, senza il quale navigherebbe certamente in acque ben peggiori di quelle attuali.

Come crede reagirà il mercato brasiliano alle nuove proposte Volkswagen?

Il gruppo tedesco ha scelto proprio il Salone dell’auto di San Paolo per il lancio del suo nuovo Suv compatto, il Taigun. Il mercato brasiliano è molto cambiato rispetto al passato, quando erano più che altro necessarie vetture robuste per affrontare strade decisamente imperfette. Con il tempo il mercato si è evoluto, guardando non solo più all’efficienza, ma anche all’estetica. E’ anche su questo aspetto, quindi, che si giocherà la sfida con la Fiat, senza ovviamente dimenticare la General Motors, che in questo caso rappresenta una sorta di terzo incomodo, e la Bmw che ha già annunciato di voler realizzare un impianto in Brasile.

Come dovrà muoversi adesso la Fiat per affrontare la nuova sfida?

Certamente dovrà correre ai ripari e armarsi di nuovi modelli e di tutti quei prodotti per cercare di fronteggiare un’offensiva Volkswagen che si preannuncia piuttosto potente. Potrà puntare su una gamma importante come quella della 500 e probabilmente anche sulla nuova Palio recentemente presentata, ovviamente molto diversa da quella che abbiamo conosciuto in passato. Non dimentichiamo poi la tecnologia Fiat sui motori, in particolare quelli Flex Fuel che possono essere alimentati ad alcool, a benzina o con qualsiasi miscela di questi due carburanti: sono motori efficienti, capaci di consumare poco e che su quel mercato hanno un ottimo successo.

Crede che nel giro di qualche anno Volkswagen potrà avere la meglio anche in Brasile?

Sicuramente il gruppo tedesco può vantare una forte liquidità, notevoli risorse e nuovi modelli. Non è però facile ancora capire cosa accadrà: dobbiamo prima aspettare che la Fiat ottenga il 100% di Chrysler, che la grave crisi finisca e soprattutto che Marchionne il 30 ottobre prossimo comunichi le proprie future intenzioni. E’ una sfida tutta da giocare, ma la Fiat parte comunque dall’attuale vantaggio.

Il numero uno di Volkswagen ha detto che a preoccuparlo maggiormente sul mercato brasiliano sono i concorrenti coreani. Cosa può dirci a riguardo?

I coreani stanno sicuramente lanciando una forte offensiva sul mercato brasiliano e attualmente sono soprattutto Hyundai e Kia a porsi in modo più pericoloso sotto questo aspetto, proponendo nuovi interessanti modelli. Le due case rappresentano quindi un competitor agguerrito ma che solo da poco si è avvicinato al mercato brasiliano: proprio per questo la sfida maggiore resterà comunque quella tra Fiat e Volkswagen.

 

(Claudio Perlini)

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