FIAT/ Dopo la sentenza Fiom, mobilità per 19 dipendenti a Pomigliano

- La Redazione

A seguito dell’ordinanza della Corte d’Appello di Roma, Fiat ha comunicato che nello stabilimento di Pomigliano d’Arco dovrà avviare una procedura di mobilità di riduzione del personale

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Foto: InfoPhoto

A seguito dell’ordinanza della Corte d’Appello di Roma che obbliga la Fabbrica Italia Pomigliano (Fip), ad assumere diciannove dipendenti di Fiat Group Automobiles iscritti alla Fiom (i quali si sono visti accettare il ricorso precedentemente presentato per presunta discriminazione), Fiat ha comunicato che all’interno dello stabilimento di Pomigliano d’Arco dovrà avviare una procedura di mobilità di riduzione del personale proprio per 19 dipendenti. Attraverso una nota diffusa recentemente, infatti, il Lingotto fa sapere che Fip “non può esimersi dall’eseguire quanto disposto dall’ordinanza e, non essendoci spazi per l’inserimento di ulteriori lavoratori, è costretta a predisporre nel rispetto dei tempi tecnici gli strumenti necessari per provvedere alla riduzione di altrettanti lavoratori operanti in azienda”. A tal fine, comunica quindi l’azienda, “oggi è stata avviata una procedura di mobilità per riduzione di personale di 19 unità ai sensi della legge 223/91″. La Fiat fa inoltre sapere di aver “da tempo sottolineato che la sua attuale struttura è sovradimensionata rispetto alla domanda del mercato italiano ed europeo da mesi in forte flessione e che, di conseguenza, ha già dovuto fare ricorso alla cassa integrazione per un totale di venti giorni. Altri dieci sono programmati per fine novembre”. La società si dice “consapevole della situazione di forte disagio che si è determinata all’interno dello stabilimento, sfociata in una raccolta di firme con la quale moltissimi lavoratori hanno manifestato la propria comprensibile preoccupazione. L’impegno dell’azienda è quello di individuare la soluzione che consenta di eseguire l’ordinanza creando il minor disagio possibile a tutti quei dipendenti che hanno condiviso il progetto e, con grande entusiasmo e spirito di collaborazione, sono stati protagonisti del lancio della nuova Panda”. La Corte d’appello di Roma, respingendo il ricorso del Lingotto, aveva stabilito neanche due settimane fa che il gruppo Fiat dovrà assumere 145 lavoratori della Fiom nello stabilimento di Pomigliano D’Arco. Lo scorso 21 giugno il Tribunale di Roma aveva già condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano, disponendo anche in quel caso che 145 lavoratori con la tessera del sindacato guidato da Landini venissero assunti nella fabbrica. 

Alla data della costituzione in giudizio alla fine di maggio, però, su 2.093 assunti nessuno risultava iscritto alla Fiom. Successivamente, nel mese di agosto, la Corte d’appello aveva giudicato “inammissibile” la richiesta della Fiat di sospendere l’ordinanza di assunzione per i 145 iscritti alla Fiom riconoscendo una discriminazione ai danni del sindacato. “Si tratta della terza condanna”, aveva dichiarato il sindacato, riferendosi anche all’altro ricorso presentato da Fiat, che aveva chiesto la sospensione della sentenza per evitare che l’obbligo di assumere 145 lavoratori Fiom fosse immediatamente esecutivo. 



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