FIAT/ 2. Pirovano (Japan Car): tutto quel che Toyota può insegnare a Marchionne

I dati più recenti del Gruppo giapponese dimostrano la straordinaria capacita dell’azienda e di tutto il Sol Levante di reagire alle avversità. L’intervista a MARCELLO PIROVANO di Japan Car

09.08.2012 - La Redazione
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Immagine d'archivio (Infophoto)

È Toyota il costruttore automobilistico più in forma del momento. Secondo i dati di vendita del primo semestre 2012, infatti, il Gruppo giapponese è tornato in vetta alla classifica mondiale delle Case automobilistiche, distanziando General Motors, che scende al secondo posto e il Gruppo Volkswagen. La performance di Toyota, inclusi i dati delle consociate Hino e Daihatsu, è legata all’ottimo andamento delle vendite negli Stati Uniti e in Giappone, così da recuperare le perdite che avevano caratterizzato il 2011 a causa dello tsunami in Giappone e delle alluvioni in Tahilandia, mentre il risultato di GM e Volkswagen è stato influenzato dal cattivo andamento del mercato europeo dell’auto.

A confortare i brillanti dati di vendita, arrivano anche i numeri finanziari del primo trimestre del nuovo esercizio 2012-2013, iniziato ad aprile di quest’anno. Nel confronto con l’analogo periodo 2011, infatti, Toyota Motors vede i suoi risultati in deciso rialzo, con un utile netto di 290,35 miliardi di yen (3 miliardi di euro) contro i 1,16 mld di 12 mesi fa. Al dato, che batte le stime di 250 miliardi degli analisti, si somma il balzo dei ricavi del 60%, a 5.502 miliardi di yen. Marcello Pirovano, direttore di Japan Car Magazine, contattato da IlSussidiario.net, offre la sua interpretazione su questa fase particolarmente felice di Toyota.

Va sottolineata, innanzitutto, la straordinaria capacità di reazione che Toyota ha, in quanto giapponese, di fronte a ogni tipo di avversità. Una caratteristica che possiamo definire di tipo culturale?

Certamente, un approccio filosofico culturale per cui la disgrazia fa parte delle contrarietà che possono capitare e alla quale bisogna rispondere positivamente, con unità di intenti, con una disciplina negli atteggiamenti che coinvolge tutti. Pertanto, tutto diventa più facile, più rapido, perché in Giappone c’è un intero sistema che reagisce allo stesso modo, che si mette al servizio della rinascita delle sue aziende.

Poi ci sono anche i risultati positivi fuori dai confini nazionali.

Toyota ha recentemente modificato la propria strategia di espansione che, negli anni passati, si è sempre mossa più per “linee interne”. Ovvero, ha sempre puntato all’incremento della produzione e delle vendite del suo Gruppo, senza mettere al centro dei propri piani di sviluppo l’acquisizione di altre aziende o, comunque, partnership significative per l’incremento dei propri volumi. Volkswagen, ad esempio, lo ha fatto, acquisendo tutti i marchi che sappiamo, il cui contributo al Gruppo tedesco per espandersi è stato fondamentale.

Quindi Toyota è sul mercato per fare acquisti?

Magari non si tratta, al momento, di acquisizioni in senso classico, ma di operazioni altrettanto importanti sul piano strategico e che consentono nell’immediato di potenziare la propria capacità produttiva e, di conseguenza, la presenza su mercati dove, fino al giorno prima, si è più deboli.

Cioè?

Il caso più recente, ad esempio, riguarda l’accordo con il Gruppo PSA, Peugeot Citroën, sul fronte dei veicoli commerciali da vendere in Europa con il marchio Toyota. L’accordo prevede, fra l’altro, la collaborazione per la prossima generazione di veicoli di questo tipo che sarà prodotta da PSA Peugeot Citroën, che considera anche la partecipazione di Toyota Motor Europe allo sviluppo e agli investimenti industriali. Un segnale importante, il cui significato è che Toyota non esita a cogliere opportunità anche in quelle aree geografiche dove oggi il mercato tende a languire. Meno comprensibile, invece, è l’atteggiamento del Gruppo Fiat, al quale la Casa giapponese subentra proprio in questa partnership con i francesi. E la nostra preoccupazione riguarda, di conseguenza, la presenza o meno in futuro di un prodotto italiano nello scenario europeo per ciò che riguarda i veicoli commerciali.

La corsa per il primo posto al mondo fra i costruttori torna più viva che mai.

È un primato al quale Toyota non vuole certamente rinunciare. Oggi, i dati parziali indicano che i giapponesi sono tornati in testa alla classifica. Vedremo a fine anno. Sarà, tuttavia, un serrato “testa a testa” con Volkswagen e General Motors.

Sul fronte della gamma di prodotti, come va considerata oggi quella offerta da Toyota? 

È una gamma che consente una straordinaria copertura di ogni ambito del mercato, di ogni segmento, fino alle nicchie. Non vanno neppure dimenticate, inoltre, le eccellenze che Toyota propone all’interno di questa sua vastissima offerta. Sul fronte dei veicoli ibridi, ad esempio, la Casa giapponese ha una leadership assoluta, essendosi mossa con largo anticipo su ogni altro concorrente. E, seppure gradualmente, anche nell’ambito delle vetture di lusso il marchio Lexus prosegue la sua progressione, anche sui quei mercati dove lo scontro con le Case tedesche è diretto.

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