FIAT/ Tommasi (InterAutoNews): Alfa Romeo a Volkswagen? Per ora è un sogno, vi spiego perché

- int. Tommaso Tommasi

Il gigante automobilistico Volkswagen, con sede a Wolsfurg in Germania, non esclude la possibilità di acquisire il marchio Alfa Romeo. Ne parliamo con TOMMASO TOMMASI

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Foto Infophoto

Non è un segreto il fatto che riteniamo Alfa Romeo un marchio interessante, ma con 12 marchi abbiamo già abbastanza da fare”. Il gigante automobilistico Volkswagen, con sede a Wolsfurg, in Germania, non esclude la possibilità di acquisire una volta per tutte il marchio Alfa Romeo. A confermarlo è il portavoce della casa tedesca, Eric Felber, anche se al momento sembra che non vi sia alcuna trattativa in corso, né una concreta ambizione da parte di Volkswagen di acquisire il marchio italiano. In attesa di svelare il calendario delle prossime uscite dei modelli del Biscione (30 ottobre?), chissà cosa farebbe Sergio Marchionne, che in passato ha più volte ribadito che Alfa non è in vendita, di fronte a una sostanziosa offerta da parte di Volkswagen. Lo abbiamo chiesto a Tommaso Tommasi, direttore ed editore del mensile InterAutoNews.

Quanto è realistico pensare che un giorno Volkswagen possa acquisire il marchio Alfa Romeo?

E’ noto che diversi importanti dirigenti della casa tedesca hanno da sempre una forte passione per Alfa Romeo, ma ovviamente non significa che questo possa tradursi in un passaggio alla Volkswagen. E’ un tema che torna ciclicamente, anche se ho la sensazione che rappresenti un sogno più che una realtà, almeno per il momento.

Come mai?

Intanto perché il passaggio di un marchio non è un’operazione semplice, anche se vi sono poi diversi modi per portarlo avanti: solo per fare un esempio, recentemente Tata ha acquisito i marchi Jaguar e Land Rover, ma senza apportare alcuna modifica significativa. Le automobili continuano a essere prodotte in Inghilterra mentre a essere cambiato è solamente il top management, i vertici aziendali.

Uno scenario simile non potrebbe verificarsi con Volkswagen nei confronti di Alfa Romeo?

No, non è nella sua mentalità. La casa tedesca, se decidesse di acquisire un marchio, senza dubbio lo adatterebbe al suo sistema, che non è facilmente trasferibile a ogni modello. Quindi non so quanta volontà vi sia di “smontare” l’attuale Alfa Romeo per trasformarla in tutt’altra cosa.

Come cambierebbe l’Alfa in caso di acquisizione?

Innanzitutto assisteremmo a un forte rilancio del marchio che, malgrado i trascorsi recenti certamente non brillanti in termini di vendite in Italia e in Europa, resta ancora oggi un “gioiello”. Avere il marchio Alfa nel proprio salone sarebbe importante, ma passaggi del genere richiedono anni per essere inseriti in maniera funzionale all’interno di un sistema come quello Volkswagen. Come ha detto Martin Winterkorn (numero uno operativo di Volskwagen, ndr) durante un incontro avvenuto anni fa, la casa tedesca ha impiegato oltre dieci anni per organizzare al meglio tutti i marchi che attualmente possiede, attraverso un lavoro molto complesso ed enormi investimenti.

Marchionne ha più volte detto che Alfa Romeo non è in vendita. Nel caso in cui arrivasse un’offerta interessante, potrebbe cambiare idea?

E’ ovvio che per il gruppo Fiat privarsi di un brand così importante in termini di immagine non è così facile. Resta il fatto che un’eventuale offerta aprirebbe temi talmente legati all’aspetto industriale e finanziario che, nel caso in cui dovesse giungere realmente, Marchionne probabilmente dovrà vendere. Ricordiamoci però che lui è un amministratore delegato che deve quindi rispondere alla famiglia Agnelli e agli azionisti: non può fare totalmente di testa propria, anche se in questo momento gli è stata concessa grande libertà e fiducia.

Come giudica invece il possibile interesse di Mazda?

Abbiamo visto ingegneri del gruppo giapponese visitare gli stabilimenti di Pomigliano quindi potrebbero delinearsi scenari davvero interessanti. In un momento come quello attuale, credo che qualsiasi accordo che possa salvare stabilimenti e migliaia di posti di lavoro debba essere preso realmente in considerazione.

 

(Claudio Perlini)

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