TRASPORTO SOSTENIBILE/ Barilla sceglie il treno per esportare in Germania

- Emanuela Giacca

Barilla sceglie il trasporto sostenibile: il 70% dei prodotti diretti verso la Germania viaggia su rotaie. Con treni dedicati si riducono le emissioni di Co2 e il numero di tir su strada

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Il Gruppo Barilla annuncia una “rivoluzione” sostenibile nell’export: da marzo 2020 il 70% dei prodotti diretti in Germania non viaggia più su gomma ma su rotaia, con treni dedicati ogni settimana, abbattendo le emissioni di Co2 (meno 6.000 tonnellate all’anno) e il numero di tir su strada (meno 5.000). Un accordo con l’operatore GTS, grazie al quale il Gruppo fa viaggiare i suoi prodotti sulla tratta che va dall’interporto di Parma a Ulm, in Germania: un totale di circa 100.000 tonnellate di pasta, sughi e pesti provenienti da Pedrignano, il più grande pastificio al Mondo, e da Rubbiano, il più grande sughificio d’Europa. Con vantaggi anche in termini di efficienza organizzativa, grazie a una maggiore regolarità del flusso e all’abbattimento dei costi del -5% rispetto al trasporto su gomma. «Con questa iniziativa vogliamo dar vita ad un esempio-guida di un nuovo sviluppo di logistica intermodale a forte valenza ambientale», ha dichiarato Gianluigi Mason, Responsabile logistica Italia del Gruppo Barilla, «siamo convinti che questa nuova modalità ci permetterà di ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività logistiche». «L’essere stati scelti da Barilla per questo innovativo progetto è stato per noi motivo di grande orgoglio, anche perché i nostri valori di sostenibilità si sposano alla perfezione con quelli del nostro cliente», ha dichiarato Alessio Muciaccia, CEO di GTS. «Oggi, nella catena logistica, Il treno è lo strumento che può garantire efficienza, economicità ma soprattutto un impatto ambientale quasi azzerato». 

La pasta italiana in Germania

Un’operazione utile anche sul piano strategico, essendo Barilla leader nel mercato tedesco della pasta (con un market share del 22%) e di sughi e pesti (dove si ritaglia un 39% della fetta di mercato). Non sfuggirà il tempismo dell’operazione, che coincide con l’intensificazione, avutasi durante il periodo di lockdown, della richiesta di pasta e salse italiane da parte della Germania. La richiesta di pasta e sughi Barilla, in particolare, è cresciuta in quel periodo del 50% nel primo mese, del 10% nei mesi successivi. E sempre in Germania, a Berlino, il Gruppo Barilla si era classificato terzo lo scorso ottobre ai German Logistic Awards, col progetto intitolato “Dalla strada alla ferrovia: Sostenibilità come concetto olistico”.

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