Tre omicidi irrisolti: stesso killer?/ Pista dopo oltre 20 anni, l’ombra di Pacciani

- Emanuela Longo

Tre omicidi irrisolti in Toscana e l’ombra di Pietro Pacciani: i delitti sono collegati al nome di un indagato? La possibile pista

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Alessandra Vanni, uno dei delitti irrisolti

Si riaccendono i riflettori su due casi del passato, tre omicidi irrisolti che tornano prepotenti ad occupare le pagine di cronaca nera di questi giorni. Si tratta di due vicende drammatiche avvenute nell’agosto del 1993 e nel medesimo mese del 1997. Le vittime sono due donne ed un bambino di tre anni. Due casi che, come spiega Il Corriere della Sera, rileggendo le carte dell’inchiesta ci fanno immergere in un giallo incredibile con collegamento persino a Pacciani, il contadino accusato dei delitti del mostro di Firenze.

Il primo episodio risale al 20 agosto 1993: Milva Malatesta, una donna di appena 31 anni, fu rinvenuta carbonizzata accanto al figlioletto in una Panda in una scarpata di Poneta di Barberino Val d’Elsa. Trascorsero quattro anni quando si consumò un altro inquietante delitto, quello di Alessandra Vanni, tassista, strangolata e legata al posto di guida del suo stesso taxi a Castellina in Chianti. Secondo le indagini la donna fu uccisa da almeno due persone. Dai due delitti sono trascorsi rispettivamente 28 e 24 anni ma entrambi sembrano solo ora essere legati da una stessa possibile pista che riconduce ad un uomo attualmente indagato – insieme ad una seconda persona – per l’uccisione della tassista.

TRE OMICIDI IRRISOLTI: STESSO KILLER? SPUNTA UNA POSSIBILE PISTA

Secondo quanto riferisce La Nazione, l’uomo indagato per l’omicidio di Alessandra Vanni sarebbe Nicola Fanetti, artigiano sessantenne che vive e lavora a Castellina in Chianti, dove fu trovato il corpo senza vita della tassista. Nel 1993 lo stesso uomo aveva una amicizia con Milva Malatesta, la giovane madre trovata carbonizzata insieme al figlio di 3 anni. Milva era la figlia di Maria Antonietta Sperduto, donna che aveva avuto una relazione con Pietro Pacciani, uno dei cosiddetti “compagni di merenda” accusato dei sedici delitti del mostro di Firenze. Proprio il giorno in cui mamma e figlio furono uccisi, Nicola e Milva avevano un appuntamento sulle colline toscane tra Firenze e Siena ma l’uomo fu coinvolto in un incidente e finì in ospedale. Del duplice delitto fu accusato l’ex marito di Milva, arrestato e infine assolto. C’è però un particolare: sul luogo del delitto fu trovata una tanica senza tappo mentre un tappo compatibile fu rinvenuto nel punto in cui Nicola ebbe l’incidente, insieme ad un pezzo di paraurti compatibile con la Panda di Milva. Indizi non sufficienti per accusare Fanetti ma tali da creare delle strane suggestioni. In realtà, scrive il Corriere, anche i sospetti in merito all’omicidio della tassista vacillano in quanto i Dna dei due possibili assassini non sarebbe compatibile con quello dell’artigiano. Le indagini, intanto, non si fermano.



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