TREDICI VITE/ Da una storia vera il film che brilla dal punto di vista tecnico

- Antonio Napoli

Il film di Ron Howard, che conta su un cast di eccezione, è ben riuscito e racconta una storia che risale a quattro anni fa

Tredici vite WEB1280 640x300
Una scena del film

Un film bello, vibrante, realistico. Un cast eccellente, come la regia e la sceneggiatura. Una tragedia vera, ma che sappiamo a lieto fine, raccontata con delicatezza e passione, senza retorica. Tutte queste cose insieme fanno di Tredici Vite il film giusto da vedere a Ferragosto. Disponibile su Prime Video dal 18 luglio è già in testa alle classifiche dei film più gettonati.

La storia, se cercate nella vostra memoria, è ben nota. Dodici ragazzini thailandesi e il loro giovane allenatore il 23 giugno del 2018, dopo una partitella di allenamento, decidono di fare un’incursione nelle vicine grotte di Tham Luang. Non sanno che sono in arrivo, in anticipo rispetto alle previsioni, massicce piogge monsoniche che renderanno le grotte inagibili in pochi minuti. Resteranno così bloccati per 18 giorni senza cibo e acqua prima di essere trovati e messi in salvo. Non tutti però sapevamo “come” erano stati salvati, le complicazioni incontrate nella realizzazione del piano di recupero dei ragazzi e quale straordinario moto di solidarietà aveva suscitato la vicenda in tutto il mondo.

I protagonisti veri del film – oltre ai 12 ragazzi e al loro coach – sono un gruppo di sommozzatori volontari che decidono di recarsi immediatamente sul posto per dare una mano. Si immergono e a oltre 3km dall’ingresso trovano i tredici ragazzi in una grotta ancora vivi. Ma non sarà facile trasportarli fino all’uscita, essi non hanno mai usato un respiratore, alcuni non sanno neanche nuotare e sono in arrivo a breve nuove massicce piogge.

La gara di solidarietà che ha ormai coinvolto l’intero Paese e numerosi volontari provenienti da ogni angolo della Terra, consente di deviare l’acqua che si infiltra nelle grotte dalla montagna, scelta che però provoca la distruzione del raccolto per migliaia di ettari a valle. Le autorità locali cercano disperatamente una soluzione, ma le cose si complicano dopo la morte di un soccorritore thailandese, per asfissia, rimasto prigioniero negli stretti passaggi allagati.

Di fronte a una situazione che sta per precipitare, viene autorizzata dalle autorità locali un’operazione di soccorso unica nella storia dei salvataggi in grotta. I tredici ragazzi saranno addormentati con dell’anestetico e trasportati fino all’uscita come dei pacchi. L’idea, apparentemente assurda, può essere messa in pratica solo grazie all’arrivo di medici sommozzatori esperti. Come sappiamo dalla storia ufficiale l’operazione ha successo, e in Thailandia è ancora ricordata con commozione, si organizzano sul posto cerimonie religiose e momenti di ringraziamento.

Parlavamo del cast di eccezione. Il protagonista assoluto è Viggo Mortensen, il poliedrico attore americano noto in particolare per aver partecipato alla trilogia de Il Signore degli Anelli, nei panni di Richard Stanton, l’esperto sommozzatore a cui viene l’idea – e i sensi di colpa – di anestetizzare i ragazzi. Accanto a lui un ottimo Colin Farrell, interprete del volontario John Volathen che promuove l’organizzazione della missione, e l’attore australiano Joel Edgerton (Star Wars – Episodio III, Zero Dark Thirty, Obi-Wan Kenobi), nel ruolo del medico anestesista. La regia è di Ron Howard (Apollo 13, The Beautiful Mind, Il Codice Da Vinci), soggetto e sceneggiatura sono di William Nicholson, che ricordiamo come lo sceneggiatore de Il Gladiatore. Stavolta però tutti alle prese con fatti veri, persone semplici ed eroi del nostro tempo.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI





© RIPRODUZIONE RISERVATA