Treviso, ex seminarista “Abusato da 2 preti”/ Le minacce “Se parli sei morto”

- Davide Giancristofaro Alberti

Treviso, un ex seminarista ha raccontato la sua storia di abusi alla stampa, svelando di aver denunciato due preti: tutti i dettagli

Solitudine e paura
(Pixabay, 2018)

Ci mette la faccia Gianbruno Cecchin, denunciando due sacerdoti, accusati di abusi sessuali. Il 48enne, oggi docente di filosofia, bioetica e antropologia filosofica, con un passato da assessore a Galliera Veneta, ha dato mandato ai suoi avvocati di depositare in procura a Treviso una querela contro i due uomini di chiesa di cui sopra, per dei fatti avvenuti trent’anni fa, quando gli stessi erano responsabile della Comunità Vocazionale e il suo assistente, ora appunto parroci. Stando a quanto specificato Cecchin, come riferisce l’edizione online di Repubblica citando la Tribuna di Treviso, sarebbe stato abusato dai due preti mentre frequentava il seminario vescovile della diocesi della Marca. Il docente ha descritto il tutto, con tanto di traumi subiti, in una lettera poi fatta recapitare al vescovo di Treviso, il monsignor Michele Tomasi, e per conoscenza a Papa Francesco e al cardinale Gualtiero Bassetti, numero uno della Cei. Fra i destinatari anche il prefetto della Congregazione per il clero, cardinal Beniamino Stella, e ai due vescovi emeriti di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin e monsignor Paolo Magnani.

TREVISO, L’EX SEMINARISTA: “MI MINACCIANO ANCORA OGGI”

Cecchin ha deciso di denunciare solo dopo trent’anni a seguito del recente summit avvenuto in Vaticano sul tema della pedofilia. “Nonostante i 29 anni trascorsi, questi preti che hanno abusato sessualmente di me mi scrivono e o mi fanno arrivare messaggi da uomini della Curia: ‘Se parli sei morto'”, sono le parole forti del docente alla Tribuna, che ha aggiunto di aver denunciato anche perchè spinto dal suo attuale compagno di vita. Negli episodi raccontati nella lettera, anche una fuga dal seminario per cercare aiuto, ma anche costrizioni, violenze psicologiche, minacce, e rapporti sessuali. Come scrive Repubblica, la Diocesi di Treviso ha già risposto a Cecchin, spiegando di aver fissato un appuntamento con monsignor Tomasi, declinato però dalla stessa presunta vittima.

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