Truffe su vendite online: migliaia raggirati/ Cremona, 4 arresti: sequestrati 1,5 mln

- Niccolò Magnani

Truffe su vendite online da Cremona e in tutta Italia: blitz Guardia di Finanza, 4 arresti, sequestrati beni fino a 1,5 milioni di “bottino”

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LaPresse

Un blitz della Guardia di Finanza di Cremona ha scoperchiato stamattina un’organizzazione criminale che metteva a punto diverse truffe sulle vendite online da ormai diversi anni: migliaia di ignari clienti truffati per diverso tempo, a questo erano arrivati i quattro arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alle truffe on-line, frode fiscale, bancarotta fraudolenta e riciclaggio. La base era a Cremona ma le truffe ovviamente erano poste in larga parte d’Italia – gruppo agiva nelle province di Verona, Torino, Brescia, Milano, Piacenza, Genova, Mantova, Parma – e poi diffuse in tutto il mondo. La truffa avveniva soprattutto verso grandi aziende con l’uso di prestanome, fiduciari e società cartiere: il complesso meccanismo, hanno illustrato stamani i responsabili dell’inchiesta “Doppio Click”, prevedeva il riciclare a proprio vantaggio i proventi illeciti derivati da numerose truffe online. «L’attività della finanza ha preso le mosse da una serie di denunce per truffe online in merito alla vendita di prodotti di vario genere (vini, buoni carburante, prodotti elettronici solo per fare alcuni esempi) pubblicizzate attraverso emittenti radio televisive a prezzi eccezionalmente bassi», ben spiega La Provincia di Cremona nella sua edizione online.

LA TRUFFA SULLE VENDITE ONLINE: SEQUESTRATI 1,5 MILIONI

I 150 finanzieri che hanno collaborato alla lunga operazione di indagine e inchiesta giudiziaria, hanno sequestrato beni per 1,5 milioni di euro ai 4 arrestati a capo della banda: secondo La Provincia di Cremona, i nomi sarebbero Marco Melega (imprenditore cremonese nel campo dell’advertising, mente della truffa oltre che principale beneficiario delle frodi), Cristiano Visigalli (uomo di fiducia), Luca Vitiello (professionista degli aspetti economici-finanziari) e Gabriella Albricci, prestanome ora ai domiciliari. Il meccanismo di truffa avveniva in questi termini: la vendita veniva proposta per importi non inferiori ai 1.000 euro pagabili tramite bonifico in due differenti momenti; ovviamente il 50 per cento al momento dell’ordine e la restante metà al momento della presunta spedizione che però non avveniva mai. Il cliente oltre a non ricevere la merce non veniva rimborsato e lì scattava poi il complesso procedimento di riciclaggio di quel denaro: operazioni irregolari, imprese utilizzate come “scatole vuote” e vari prestanome. Tutto è “funzionato” fino al blitz di questa mattina che ha messo forse fine ad una delle più grandi truffe online degli ultimi anni.



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