Trump indagato per spionaggio da Fbi/ “Carte segrete declassificate”, c’è pure Macron

- Chiara Ferrara

Donald Trump è indagato per spionaggio e intralcio alla giustizia dall’Fbi: avrebbe sottratto documenti segreti dalla Casa Bianca

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Donald Trump, discorso Presidente Usa (LaPresse, 2020)

Donald Trump è indagato per spionaggio intralcio alla giustizia dall’Fbi. È con questa accusa che, secondo quanto riportato dal quotidiano The Politico, l’agenzia governativa degli Stati Uniti ha effettuato una perquisizione nella residenza dell’ex presidente in Florida, a Mar-a-Lago. In particolare, l’obiettivo di quest’ultima era quello di cercare dei documenti top secret sulle armi nucleari americane che sarebbero stati portati via dalla Casa Bianca. Il Tycoon è sempre stato molto attento sul tema. Nel 2017, durante il suo mandato, si vantava infatti di avere informazioni riservate sull’arsenale del Paese.

È possibile che tra le oltre venti scatole di carte conservate nella sua abitazione e adesso nel mirino dell’Fbi ci sia addirittura il Nuclear Posture Review sulle capacità e le politiche degli Usa. In base a quanto rivelato dal Wall Street Journal, inoltre, in alcuni documenti apparirebbe anche il nome del presidente francese Emmanuel Macron. Non soltanto gli Stati Uniti sarebbero dunque coinvolti nella discussione. In merito comunque non ci sono certezze. Il blitz dell’agenzia governativa è stato effettuato lunedì scorso e soltanto adesso arrivano le prime indiscrezioni in merito.

Trump indagato per spionaggio: la risposta del Tycoon alle accuse

Dopo la perquisizione dell’Fbi nella residenza di a Mar-a-Lago, dunque, pare che Donald Trump sia indagato per spionaggio intralcio alla giustizia. L’ex presidente degli Stati Uniti ha commentato le recenti accuse sulla sua piattaforma Truth Social, dove soltanto qualche ora fa aveva definito una “bufala” la notizia del blitz avvenuto lunedì scorso e aveva chiesto “l’immediata diffusione” del mandato federale, che è stato adesso desecretata dal Tribunale della Florida.

“Numero uno, era tutto declassificato. Numero due, non avevano bisogno di ‘sequestrare’ nulla. Avrebbero potuto ottenerlo quando volevano senza fare politica e irrompere nella mia abitazione. Erano in un luogo sicuro, con un lucchetto in più messo dopo che me lo avevano chiesto loro”, ha scritto il Tycoon in merito al sequestro dei documenti top secret che sarebbero dovuti rimanere alla Casa Bianca.







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