Trump si rifiuta di rispondere al procuratore/ “Mi appello al quinto emendamento”

- Alessandro Nidi

Donald Trump si è rifiutato di rispondere alle domande della procuratrice generale di New York nell’interrogatorio al quale è stato sottoposto: si è appellato al quinto emendamento

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Donald Trump (LaPresse)

Donald Trump si è rifiutato di rispondere alle domande formulategli durante l’interrogatorio sotto giuramento dalla procuratrice generale di New York Letitia James nell’ambito dell’indagine sulle dichiarazioni al fisco della Trump Organization. Come riportano in questi minuti i colleghi del “New York Times”, in una dichiarazione rilasciata poco dopo l’inizio dell’interrogatorio, Trump ha annunciato che avrebbe invocato il quinto emendamento contro l’autoincriminazione, aggiungendo di “rifiutarsi di rispondere alle domande in base ai diritti e ai privilegi concessi a ogni cittadino negli Stati Uniti d’America.

“Se sei innocente, perché stai accettando il quinto emendamento?”, si è domandato Donald Trump, per poi dare risposta al suo stesso interrogativo: “Ora so come rispondere a questo quesito. Quando la tua famiglia, la tua azienda e tutte le persone che ruotano attorno a te diventano il bersaglio di una caccia alle streghe infondata e politicamente motivata e supportata da avvocati, pubblici ministeri e fake news media, non hai scelta”.

TRUMP NON RISPONDE ALLE DOMANDE DEL PROCURATORE: “NON HO SCELTA, SI SONO PERSI I LIMITI MORALI ED ETICI DELLA DECENZA”

Tuttavia, secondo il “New York Times”, ci sarebbero altri motivi per i quali Donald Trump potrebbe aver deciso di non rispondere alle domande. L’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan ha condotto un’indagine penale parallela per verificare se l’ex numero uno degli Stati Uniti d’America abbia gonfiato in modo fraudolento le valutazioni delle sue proprietà e qualsiasi passo falso dell’ex presidente nella sua deposizione avrebbe potuto dare nuova linfa a quella inchiesta.

Contestualmente alla sua decisione, Donald Trump ha anche affermato quanto segue: “Non ho assolutamente scelta, perché l’attuale amministrazione (quella guidata dal suo rivale politico, Joe Biden, ndr) e molti pubblici ministeri in questo Paese hanno perso tutti i limiti morali ed etici della decenza. Il tycoon ha infine aggiunto: “Sotto il consiglio del mio avvocato e per tutti i motivi di cui sopra, mi sono quindi rifiutato di rispondere alle domande, in base ai diritti e ai privilegi concessi a ogni cittadino dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America”.





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