Turchia controlla Guardia costiera libica/ Ankara: “Iniziato addestramento equipaggi”

- Raffaele Graziano Flore

La Turchia controlla la Guardia costiera libica. Il Governo di Ankara pubblica le foto: “Iniziato l’addestramento degli equipaggi”. Beffa per l’Italia: le operazioni su navi donate da Roma

Libia, Guardia costiera addestrata dalle forze militari turche
Libia, Guardia costiera addestrata dalle forze militari turche (Twitter, 2020)

Prosegue “l’espansione” della Turchia in Libia a scapito dell’Italia: infatti il Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan ha fatto sapere di aver cominciato gli addestramenti degli equipaggi della Guardia costiera libica, prendendone de facto il controllo e diventando così un attore ancora più decisivo nello scenario del Mediterraneo soprattutto in relazione al fenomeno dell’immigrazione e alla regolazione dei suoi flussi. La notizia, data dal Ministero della Difesa turco e documentata pure da alcuni scatti ad hoc diffusi quasi in segno di sfida, che le forze armate di Ankara hanno iniziato ad addestrare gli uomini della Guardia costiera che fa capo a Tripoli rischia di avere pesanti ripercussioni sul piano d’immagine e pure politico del nostro Paese non solo perché intacca l’influenza dell’Italia su un Paese storicamente ‘vicino’ per diversi motivi ma anche perché in passato questo ruolo di formazione e addestramento era appannaggio dei militari italiani. E non è finita qui perché in una delle foto diffuse dal Governo di Erdogan si vede che le operazioni si svolgono proprio su delle motovedette donate nel 2018 dall’Italia alle autorità di Tripoli, come ad esempio la “Ubari 660”.

TURCHIA ‘CONTROLLA’ LA GUARDIA COSTIERA LIBICA: DURO COLPO PER L’ITALIA

Insomma, dopo che negli ultimi mese Ankara aveva dispiegato in uno dei Paesi più instabili del nord Africa le proprie truppe militari, allungando le mani attraverso anche una rete di imprenditori e un giro di affari nel settore dell’energia, arriva per il nostro Paese un altro duro colpo che potrebbe avere pesanti ripercussioni nel breve termine sulle acque del Mediterraneo e in particolare il Canale di Sicilia. Infatti, avendo il controllo della Guardia costiera libica, la Turchia potrebbe “regolare” e influenzare a piacimento il flusso dei migranti in arrivo in Europa, condizionando le politiche di quest’ultima o decidendo, come accaduto in passato, di bloccare le imbarcazioni dei trafficanti e costringerle a tornare indietro. Adesso resta da capire quali saranno le mosse del Governo italiano anche se, come riporta il quotidiano “la Repubblica” sulla sua edizione online, secondo fonti del Ministero della Difesa il supporto al Paese africano proseguirà secondo i piani e in base agli accordi presi in alcuni incontri recenti, in modo che i rapporti Italia-Libia restino saldi tanto che proprio nella giornata di oggi era in agenda un meeting capitolino con una delegazione diplomatica ‘capitanata’ dal Ministro degli Interni di Tripoli.



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