TURISMO/ Debellini (TH Resorts): ripresa possibile, ecco perché stiamo investendo

- int. Graziano Debellini

Il gruppo TH Resorts è stato protagonista di tre acquisizioni dall’inizio dell’anno. Il Presidente Graziano Debellini è fiducioso in una ripresa del settore

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Graziano Debellini, Presidente di TH Resorts

Una nuova struttura ogni 17 giorni. È l’incredibile tabella di marcia del gruppo TH Resorts (la catena alberghiera leader in Italia per numero di camere, con oltre trenta strutture gestite, sparse nelle più belle location d’Italia) in questi primi due mesi scarsi del 2021.

Come commenta, presidente Graziano Debellini?

Un bel segnale.

Ma come fate?

Con un grande lavoro. Noi non ci siamo fermati mai, e il nostro obiettivo è quello che ci eravamo dati prima della pandemia: allargare l’offerta ricettiva, creando opportunità e lavoro. Questo è da sempre il nostro dna, che oggi si appoggia sulla forza che ci da la partecipazione di Cdp Equity (Cassa depositi e prestiti) e della holding Isa (Istituto Atesino di sviluppo).

Eppure i tempi non sono davvero i più felici per il settore turismo…

Vero, purtroppo. Noi come tutti abbiamo chiuso un 2020 terribile, con circa cento milioni di fatturato volatilizzati, “ristorati” con poco più di due. La mazzata finale è stato l’annullamento della stagione invernale: abbiamo scelto prudentemente di tenere chiusi tutti i nostri resorts in montagna. Una scelta economicamente dolorosa, ma coscienziosa vista la situazione dei contagi, delle vittime e degli inevitabili rischi ai quali gli ospiti avrebbero potuto trovarsi esposti. Però, su questo scenario, sono arrivate adesso due ottime notizie e una grande speranza: le notizie sono il ritorno di un ministero finalmente dedicato “in esclusiva” al nostro settore, ed era ora, dopo 28 anni; e le parole spese dal premier Mario Draghi nel suo primo discorso di programma, alle Camere, con il riconoscimento della valenza del turismo quale vero driver dell’economia italiana. Infine la speranza, quella che noi tutti riponiamo nella campagna di vaccinazione, unico vero rimedio che potrà riportare alle vacanze in assoluta tranquillità, agli spostamenti e ai viaggi, alla socialità senza più limitazioni. Questo nuovo Governo sembra comprendere che il turismo ha bisogno di una profonda riforma, e la prima da fare riguarda una più grande capacità di avere strumenti di innovazione, di formazione.

Settori su cui autonomamente vi state già muovendo?

Stiamo lavorando per un grande salto di qualità sulla digitalizzazione, sulla capacità manageriale: a questo devono servire i contributi dello Stato e dell’Europa, non a sopravvivere. Noi stiamo investendo molto sulle nuove generazioni, ad esempio con la collaborazione con l’università Ca’ Foscari per la Scuola italiana di ospitalità a Venezia. Anche così mettiamo a terra la nostra strategia per la ripartenza post-Covid.

Cosa vorrebbe fosse messo in atto subito dal nuovo Governo?

La dichiarazione dello stato di crisi del turismo, che tutte le nostre rappresentanze stanno chiedendo da tempo. Si sta continuando in un gravissimo equivoco: in teoria gli alberghi non sono mai stati obbligati alla chiusura per decreto, ma in realtà non hanno mai potuto lavorare per la pandemia. Da qui la necessità dello stato di crisi, per potere accedere ai finanziamenti e ai sostegni congrui e previsti in uno stato di crisi. Ma penso anche ad altro…

Ad esempio?

Una proposta: un “bonus tampone” per assicurare la sicurezza sanitaria nelle strutture ricettive, la prossima estate. Un bonus che potrebbe contare sul residuo degli stanziamenti fatti l’anno scorso per il bonus vacanze, 2,8 miliardi, usufruiti solo per un terzo. Il bonus tampone finanzierebbe un test rapido, e frequente, di ultima generazione agli ospiti in arrivo e al personale. Sarebbe un modo per consentire vacanze tranquille, fino alla vaccinazione finalmente estesa a tutta la popolazione, che certamente non potrà avvenire prima dell’estate.

Si diceva di tre nuove gestioni.

L’ultima conquistata è quella del Florio Park Hotel a Cinisi Mare, che diventerà TH Cinisi Florio Park Hotel, una struttura storica della Sicilia occidentale, prima operazione nel campo della proprietà alberghiera di Giuseppe Cassarà, autorevole esponente del turismo siciliano, scomparso poco più di un anno fa. L’albergo a quattro stelle, situato all’interno di un parco di quattro ettari, ha 200 camere, affacciate su una splendida spiaggia di sabbia fine e dorata, a cui si aggiungono piscine, terrazza solarium, centro benessere e un centro congressi, in grado di accogliere fino a 400 persone. Le altre due gestioni acquisite dall’inizio anno sono quelle di Le Castella Baia degli Dei, in Calabria, e Lazise Parchi del Garda (segmento bleisure, business & leisure, con un centro congressi), che hanno allargato il nostro listino ad oltre trenta strutture, per poco meno di settemila camere.

E adesso vi fermate?

Non credo proprio, se ci si ferma si rinuncia a nuove possibilità. Il rinchiudersi nella propria comfort zone può servire a limitare spese e danni, ma certamente non è un buon trampolino dove saltare per riprendere il volo, alla ripresa. Ed invece la ripresa ci sarà, ovviamente, e noi vorremmo trovarci pronti alle nuove sfide. Per questo stiamo investendo molto nell’allargamento delle possibilità offerte, nella riqualificazione e nella sicurezza sanitaria delle strutture, nella formazione del personale, nella digitalizzazione degli approcci e dei servizi per gli ospiti, nella sostenibilità nelle gestioni e nella fruizione delle destinazioni.

Lei confida molto nella ripresa, quindi?

Certo. Ma non sono solo sensazioni personali, sono dati. Basta verificare il boom di prenotazioni, ad esempio, che stiamo registrando per i tre resorts del Touring Club, che noi abbiamo in gestione, tre strutture che rispondono proprio ai requisiti che ricordavo: la sostenibilita ambientale, il rispetto per i territori, la sicurezza.

I vostri programmi per il 2021 allora tengono conto di questo possibile restart?

Stiamo elaborando il nuovo piano industriale, che verrà presentato nei prossimi mesi. Nonostante la situazione di grande difficoltà, continuiamo a lavorare e ad investire nel nostro Paese, cercando di favorire l’occupazione, anche giovanile. La nostra storia, iniziata a Padova nel 1977, si è sempre mossa su questi valori: al picco della stagione turistica impieghiamo circa 9.000 persone, incluso l’indotto. Credo che le nuove attenzioni dimostrare dal Governo per il settore turismo siano più che motivate.

(Alberto Beggiolini)

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