TURISMO DI LUSSO/ La “nicchia” da 3% del Pil destinata a crescere dopo il Covid

- Alberto Beggiolini

Cresce tra i turisti altospendenti la voglia di Italia. C’è quindi una grande occasione per la crescita del comparto e dell’intera economia nazionale

lombardia zona bianca
Milano, Galleria Vittorio Emanuele II (Lapresse)

Ci sono i viaggiatori, e ci sono i viaggiatori d’élite, una nicchia in un certo senso agli antipodi del turismo organizzato, di massa, una categoria di vacanzieri che il marketing definisce high-spending, cioè “altospendenti”, che, per pochi che siano, arrivano comunque con i portafogli gonfi, e generano il 15% del fatturato totale del settore alberghiero e il 25% della spesa turistica totale (diretta e indiretta). Alle preferenze dei viaggiatori d’élite Global Blue (società svizzera specializzata nel rimborso delle tasse per lo shopping turistico) ha dedicato recentemente anche un particolare ranking, una classifica che segna Milano e Roma nella top ten delle loro scelte (rispettivamente al terzo e al quinto posto) tra le città, la Costiera amalfitana al quarto posto tra le località di mare (dopo Costa Azzurra, Maldive e Hawaii), Cortina e Madonna di Campiglio tra quelle sciistiche (rispettivamente al settimo e all’ottavo posto). Non male davvero, insomma, per l’appeal italiano, e una prospettiva interessante per la ripresa prossima ventura, considerando anche il recente sondaggio svolto dal portale turistico American Express Travel su 1540 americani “benestanti” (con reddito annuo di almeno 100 mila dollari), che ha rivelato come l’81% desideri esperienze di viaggio personalizzate, e il 73% sia disposto a superare il proprio budget pur di vivere un’esperienza autentica nelle destinazioni scelte. 

Sembra dunque che la voglia di Italia sia ancora in crescita, lo è stata nel 2021 e le previsioni indicano lo stesso risultato quest’anno, anche per il segmento del turismo di lusso. Ci crede anche Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, che ha partecipato alla Iltm (international luxury travel market) di Cannes, coinvolgendo oltre 1700 buyers internazionali, 92 operatori, 28 to privati e gli enti locali italiani per un’esposizione di 520 mq nello stand più grande tra quelli degli enti del turismo presenti. Iltm è l’unico evento globale dedicato all’industria dei viaggi di lusso e offre ai buyer di viaggi una collezione senza pari di esperienze turistiche internazionali. L’Italia come destinazione di lusso ha messo in mostra l’eccellenza, la competenza, la diversità, la creatività, il calore e la sicurezza del Paese, una delle massime priorità in questi tempi.

Con la riapertura del mondo degli affari, secondo Enit, il lusso e il turismo saranno un vero trampolino di lancio per la crescita dell’economia italiana: l’80% degli acquisti pre-Covid nel settore del lusso in Italia sono stati effettuati da turisti stranieri. Questo mercato di nicchia rappresenta il 3% del Pil del Paese (il turismo in toto corrisponde al 13%) e funge da volano per l’economia italiana. I turisti internazionali di fascia alta spendono in Italia circa 25 miliardi di euro (7 miliardi di euro per l’alloggio, 2 miliardi di euro per la ristorazione e 14 miliardi di euro per le visite/tour/shopping). Pranzi, visite, tour, shopping per i turisti di fascia alta rappresentano il 72% della loro spesa, rispetto al 58% per i turisti di altro target (una differenza del 14%). Questo rende il turismo di lusso un ingrediente essenziale per qualsiasi strategia di ripresa per l’Italia e la sua economia, con un impatto significativo su una serie di imprese e industrie nazionali italiane. Il turismo di fascia alta tende anche a elevare il resto dell’industria turistica italiana, contribuendo a promuovere il patrimonio regionale e culturale del Paese.

“L’Italia è una destinazione in grado di rispondere anche alle esigenze del turismo luxury che non ha perso nulla del suo fascino – ha commentato il presidente Enit Giorgio Palmucci -. Circa il 45% dei viaggiatori di fascia alta è venuto in Italia almeno una volta negli ultimi cinque anni e circa il 13% è venuto almeno quattro volte negli ultimi cinque anni (principalmente europei e russi). In termini di esperienza di viaggio, l’Italia è la prima destinazione per i viaggiatori di fascia alta, che vengono principalmente per arte, cultura, cibo e bevande stando alle indagini elaborate da Altagamma con la collaborazione di Enit, Bain & Company, Boston Consulting Group e Global Blue”.

Tradizionalmente – secondo l’analisi Enit -, il turismo di lusso richiede un’esperienza unica, autentica e di alta qualità, fornita da servizi personalizzati ed esclusivi. Nel post-pandemia sono emerse nuove esigenze di appagamento interiore da parte dei viaggiatori che ora sono alla ricerca di esperienze più spirituali ed emotive. Il turismo di lusso quindi è fondamentale per un ritorno alla crescita e sarà probabilmente il primo settore dell’industria del turismo a tornare ai suoi picchi passati in Italia.

I viaggiatori di fascia alta vogliono tornare a viaggiare e approfittare delle bellezze del mondo, soprattutto in Italia. Saranno i primi a farlo, proprio perché possono permettersi standard più elevati di comfort e sicurezza. Entro il 2025 la clientela del lusso in Italia raggiungerà i 450 milioni rispetto ai 390 milioni del 2019, principalmente per la crescita della classe media, soprattutto in Asia. L’Italia resta il Paese più attrattivo per le vacanze di lusso. È tradizionalmente considerata la meta ideale per i clienti a reddito più elevato, per le famiglie, per le lune di miele, e sta attirando un numero crescente di millennial e Generazione Z. Rappresentando il 20% dei turisti internazionali, sono questi la nuova clientela in questa fase di ripresa, con nuovi desideri e aspettative. I viaggiatori contemporanei condividono le proprie esperienze sui social network e si fanno promotori del proprio viaggio.

Stando all’Ufficio studi Enit su dati Istat le notti complessive negli alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso sono state circa 11,7 milioni nel 2019 (+3,2% sul 2018). La componente internazionale era aumentata del +2,7% nel 2019 sul 2018 (quasi il 76,0% del totale presenze in queste strutture ricettive). Gli arrivi dei turisti dall’estero negli alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso sono stati oltre 2,9 milioni nel 2019, in crescita del +4,0% rispetto al 2018. La permanenza media in questa tipologia di esercizi ricettivi è stata di 3 notti. Nel 2020 si sono registrate oltre 4.058.174 presenze totali negli alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso, di cui 2.227.632 estere e 1.830.542 italiane. 

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