TURISMO MONTAGNA/ Ghezzi (Anef): bollette a +130% e zero stranieri aggravano la crisi

- int. Valeria Ghezzi

Non è un momento facile per gli impianti di risalita, che devono fare i conti con l’assenza di stranieri e i rincari delle bollette energetiche

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(Foto: Pixabay)

“Dovremo rassegnarci: sarà un febbraio senza stranieri”. Lo annuncia Valeria Ghezzi, Presidente nazionale Anef, l’associazione nazionale degli esercenti funiviari, che aderisce a Confindustria e rappresenta circa il 90% degli impiantisti italiani.

Dunque, Presidente, al di là di puntuali risultati positivi, il suo quadro generale non è dei migliori?

Direi di no. I dati che stiamo tracciando parlano di una crisi strisciante, anche se il periodo tra Natale e Capodanno ha registrato numeri importanti, soprattutto in alcuni comprensori. Adesso però, esaminando la situazione generale, quei risultati sono già subito ridimensionati. Abbiamo lavorato con abilitazioni quotidiane, rispettando protocolli e limitazioni. Stiamo andando avanti così, oggi anche con super green pass e mascherine più protettive, le Ffp2.

Il problema più grave qual è?

Primo tra tutti il caro energia. Vede, noi abbiamo ricevuto i primi ristori del fondo-montagna varato lo scorso anno solo tra il 23 e il 28 dicembre, quando già bisognava fare i conti con il totale passivo del 2021, anno che ha visto azzerata la nostra attività, e gli investimenti per la nuova stagione erano già in corso, per personale, preparazione delle piste, neve programmata, quest’anno più che mai necessaria, vista la mancanza di manto nevoso dovuta anche alle alte temperature registrate. Adesso ci troviamo ad affrontare un’altra batosta: le bollette energetiche, che solo in dicembre sembra incideranno con aumenti del +130%.

E gli stranieri che diceva?

In ordine di priorità, direi che è anche questo un problema grave, ex aequo con il caro energia. Il fatto è molto semplice: gli stranieri non ci sono, ed erano proprio loro ad affollare le piste di gennaio e febbraio, per le loro settimane bianche. Ma ovunque i dati sui contagi sono brutti, in costante aumento, e non consentono distrazioni. Per cui, anche se in realtà una vacanza sulla neve presenta meno insidie che uno spostamento in città, specie con tutte le regole che da noi sono state stabilite e puntualmente rispettate, gli stranieri restano confinati in patria, al massimo vacanzieri di assoluta prossimità, convinti anche dalle limitazioni imposte dai loro Paesi, magari con quarantene al rientro, come in Germania.

Avete avuto problemi di personale?

Questa è un’altra questione altrettanto impattante sulle nostre attività. Ovviamente anche tra i nostri addetti ci sono stati casi di positività, magari asintomatici, ma evidenziati dai frequentissimi tamponi cui sono stati sottoposti. E ogni volta il soggetto è stato isolato per lunghi giorni, fino alla sua negativizzazione, lasciando la sua posizione scoperta, con conseguente necessità di una surroga o di un superlavoro dei colleghi rimasti sul pezzo. Non nascondo che in certi casi, e in certe situazioni, ci sono stati mezzi disastri, magari inavvertiti dagli sciatori, ma pesantissimi per gli operatori.

A questo punto, si possono azzardare previsioni?

È difficile dire cosa potrà succedere da qui in avanti. Io spero che la stagione possa proseguire il più a lungo possibile, meteo e Covid permettendo, e che tutti gli impianti possano lavorare con serenità e restare tutti attivi. Ma non è una previsione, è una speranza.

(Alberto Beggiolini)

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