Turismo outdoor: boom in Italia nel 2020/ Tra natura e vacanze, il Covid non spaventa

- Raffaele Graziano Flore

Turismo outdoor: è boom in Italia nel 2020. I dati del rapporto stilato da The Huma Company in relazione al periodo gennaio-agosto: tra natura e vacanze il Covid-19 non spaventa…

Turismo outdoor, boom in Italia nonostante il Covid
Turismo outdoor, boom in Italia nonostante il Covid (Web, 2020)

Il 2020 è stato l’anno del vero e proprio boom del turismo outdoor nel nostro Paese: è questa la sintesi di un rapporto che ha analizzato il settore, rilevando come nonostante l’incipiente crisi economica e i timori legati alla pandemia da Covid-19, gli italiani non sono non si sono fatti scoraggiare ma hanno preferito questa forma di turismo, che privilegia non a caso gli spazi aperti, il contatto con la natura e la possibilità di perdersi in luoghi da favola (in montagna ma non solo…) rispetto alla tradizionale vacanza al mare o nelle più gettonate località di villeggiatura. Nel suddetto rapporto, realizzato da The Human Company si valuta quale sia stato l’impatto del Coronavirus sui tradizionali flussi turistici internazionali e, anche se molte conseguenze saranno da valutare ancora nei prossimi mesi, uno degli ambiti che non ha patito la crisi è stato quello del turismo outdoor, dimostrando che gli amanti del genere non solo non hanno perso la voglia di viaggiare ma sanno ingegnarsi per cercare mete alternative che siano in grado di coniugare da una parte la necessità di evadere dalla solita routine (e non dimentichiamo i mesi trascorsi in casa per via del lockdown…) e dall’altra delle vacanze che garantiscano sicurezza e rispetto delle norme sanitarie.

IL BOOM DEL TURISMO OUTDOOR IN ITALIA NEL 2020

Come accennato, il rapporto di The Human Company (che lo ha stilato per la quarta edizione dell’Osservatorio del Turismo Outdoor) presenta alcune sorprese tra cui appunto il boom del turismo all’aria aperta, riscoprendo la natura e fuggendo non solo dalle città ma pure dai luoghi affollati: questo un po’ per i timori legati al contagio nei grandi centri e un po’ per dire idealmente addio a quell’incubo claustrofobico che per alcune persone è stato il confinamento in casa tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera 2020. Insomma, “Sì, viaggiare” come diceva l’indimenticato Lucio Battisti, ma con modalità diverse e magari pure con un occhio al portafogli dato che una vacanza per essere divertente non deve necessariamente alleggerire i risparmi. L’analisi di cui sopra ha provato a “mappare” non solo i flussi di questo sotto-comparto turistico ma pure i luoghi prediletti in relazione al periodo compreso tra gennaio e agosto e monitorando oltre 2000 strutture ricettive che, a differenza di altri settori, hanno contenuto molto le perdite per una flessione contenuta. Nel post lockdown il 70,5% degli italiani ha scelto il turismo outdoor (+26,6% rispetto al 2019) e il dato è significativo dal momento che ha avuto come ricaduta un incoraggiante +6% in termini di occupazione.

NATURA E VACANZE “OPEN AIR”: NUMERI IN CRESCITA NONOSTANTE IL VIRUS

Ma quale è il target di elezione di questo tipo di turismo open air? Sicuramente le famiglie (67,4%) per un indice di soddisfazione medio che tocca vette dell’83,9%: questo non solo per il valore dell’offerta ma pure per gli standard di sicurezza in tema di misure anti-Covid (Covid Safety Index) che fa registrare un gradimento di 85 punti su 100 a differenza della media del 73,7 di tutte le altre strutture ricettive. Insomma, l’outdoor viene visto non solo come una valida alternativa alle tradizionali vacanze ma anche un modo per incentivare il turismo “made in Italy” potendo fare affidamento su un’offerta improntata alla qualità e alla sicurezza. Un passaggio interessate del rapporto di The Human Company infine riguarda il modo in cui i dati vengono scorporati a livello delle singole regioni: stando ai numeri, la Valle d’Aosta è la regione italiana che ottiene dai visitatori il gradimento massimo (89,5 punti su 100), seguita dal Trentino (88,7) e l’Alto Adige (88); chiudono questa speciale graduatoria invece la Sardegna con 80,3 punti e la Calabria con 81, mentre una menzione speciale va alla Basilicata che, confermando un trend in atto da oramai alcuni anni, è la regione che in questo 2020 registra il balzo più significativo rispetto ai dodici mesi precedenti e, pur restando ancora un po’ nelle retrovie (82 punti), vede incrementare il proprio indice di gradimento di ben 4,3 punti percentuali.

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