TURISMO/ Risatti (Blu Hotels): dall’Imu al territorio, ecco le mosse per il rilancio

- int. Nicola Risatti

Il turismo cerca un rilancio dopo un periodo molto difficile. Occorrerebbero delle misure da parte del Governo anche sul fronte fiscale

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C’è anche il mondo del turismo nell’elenco dei 25 Cavalieri del Lavoro insigniti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La nomina quest’anno è infatti arrivata anche per Nicola Risattipresidente e amministratore delegato di Blu Hotels, tra le principali compagnie alberghiere italiane. La fondò nel 1993, insieme ad altri cugini: all’inizio Blu Hotels era una catena composta da cinque strutture tra il Lago di Garda, l’Umbria e la Sardegna, ma in pochi anni gli hotels erano già 15. Dal 2001 la società è diventata una delle prime realtà italiane di gestione imprenditoriale leisure.

Oggi conta oltre 30 strutture, tra hotel, villaggi e resort a 4 e 5 stelle, distribuite in Italia tra località di mare, montagna e laghi. Con una capacità di accoglienza di 3.500 camere, registra un milione di presenze l’anno e occupa 670 dipendenti. 

Presidente, prima le dichiarazioni del Premier, poi l’istituzione di un ministero dedicato, adesso la sua nomina a Cavaliere del Lavoro. Il mondo del turismo italiano non ha mai conosciuto attenzioni maggiori. È davvero l’inizio di una fase nuova? 

Ce lo auguriamo tutti, anche perché da sempre il turismo rappresenta un settore trainante dell’economia italiana. Ciò che in qualche modo spero avvenga, dopo questa pesante pandemia, è una rivisitazione delle strategie messe in atto nel settore, da una maggiore attenzione alle politiche del lavoro, a migliori strategie di promozione del Paese sia in Italia ma soprattutto all’estero, creando un vero e proprio sistema turismo italiano.

Blu Hotels conta oggi trentuno strutture più un lido. Quali i danni causati dalle restrizioni dovute alla pandemia?

Siamo stati un settore sicuramente fra i più colpiti, soprattutto per le severe restrizioni cui siamo stati sottoposti per lungo tempo, che impedivano gli spostamenti e gli assembramenti. Abbiamo poi pagato pesantemente la mancanza di turisti dall’estero.

Riaprirete tutti gli hotels? Siete intervenuti nella riqualificazione di qualche struttura? Avete altre novità già programmate? 

Entro la fine di giugno è prevista l’apertura di tutti gli hotel e alcune strutture flagship si presenteranno all’estate 2021 totalmente rinnovate. Al Grand Hotel Misurina, che continueremo a gestire per i prossimi 9 anni, verrà fatto un importante restyling con l’ampliamento delle sale ristorazione e degli spazi di accoglienza. Al Park Hotel Casimiro sul Lago di Garda sono appena terminati i lavori di rinnovamento delle camere. Novità del 2021 sono le bellissime Junior Suite, completamente rinnovate, la splendida Sky Suite Fronte Lago e la Panoramic Suite Fronte Lago. Queste hanno l’accesso privato al nuovissimo Skyview Solarium, un’esclusiva terrazza fronte lago con vista panoramica e caratterizzata da gazebo e piscina idromassaggio. Lavori di restyling per le camere e gli spazi comuni, come il ristorante e il bar, sono stati fatti al Grand Hotel di Forte dei Marmi, anch’esso fresco di rinnovo contrattuale per ulteriori 9 anni. E per il 2022 abbiamo in serbo altre novità, ultimamente abbiamo raggiunto un accordo per la gestione dell’Hotel Rezia di Bormio dalla stagione invernale 2021-2022.

Come giudica l’esclusione degli alberghi dal superbonus 110%?

È senza dubbio una grande opportunità persa per poter rinnovare gli hotel, equiparandoli al livello dei competitor esteri. Purtroppo la pesante tassazione degli ultimi anni, come per esempio l’Imu, ha impedito, soprattutto ai proprietari dei piccoli hotel, che in Italia rappresentano la maggior parte, di investire in opere di ristrutturazione. Mi auguro a questo punto che all’interno del Pnrr si prevedano misure destinate al settore dell’ospitalità per favorirne un’adeguata riqualificazione.

Quali sono le misure che ritiene sarebbero più opportune da parte del Governo per facilitare una vera ripartenza?

Come già detto, agire sulla tassazione, alleggerendola (Tari, Imu, ecc.). Inoltre, sarebbe opportuno creare una governance condivisa con le Regioni e l’Unione europea per far ripartire il turismo in sicurezza. Sarà un’estate all’insegna del turismo italiano ed europeo, ovvero un turismo di prossimità, per questo ritengo fondamentale il passaporto vaccinale. Last, but not least, sarebbe opportuno una riqualificazione del territorio, intervenendo sulla pulizia e sul decoro delle città, delle spiagge, dei parchi, delle strade, favorendo, per quanto possibile, la gestione del patrimonio pubblico ai singoli operatori.

Per questa estate, crede si rivedranno turisti stranieri? Pensa che il green pass Ue agevolerà gli arrivi? Fino al 2019 che percentuale rappresentavano i vostri ospiti dall’estero?

Certamente rivedremo gli stranieri, non penso nei volumi del 2019 (quando rappresentavano il 50% degli arrivi totali). Nel 2020 la percentuale degli stranieri presenti nelle nostre strutture si è attestata al 25%. Mi auguro che quest’anno si riesca ad arrivare a un 30%, soprattutto al Nord Italia, agevolati dalla possibilità di  poter essere raggiunti dai Paesi del Nord Europa con l’automobile.

Ritiene fondamentali le vaccinazioni degli operatori del turismo?

Non solo per gli operatori del turismo. Le vaccinazioni sono fondamentali per tutti! Solo grazie ai vaccini potremo uscire da questa pesante pandemia.

(Alberto Beggiolini)

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