Ubaldo Bocci ha preso bonus 600 euro Inps/ “Ho chiesto i soldi per fare beneficenza”

- Carmine Massimo Balsamo

Coordinatore del centrodestra a Firenze, Ubaldo Bocci è tra i politici che hanno chiesto e ottenuto il bonus di 600 euro destinato alle partite Iva.

ubaldo bocci
Ubaldo Bocci (Italia 7)

Continua la “caccia” ai tre deputati che hanno chiesto e ottenuto il bonus 600 euro destinato alle partite Iva, ma emergono i primi nomi degli amministratori locali ad aver preso il contributo Inps. In questo elenco rientra anche Ubaldo Bocci, coordinatore del Centrodestra a Firenze e “avversario” dell’attuale sindaco Dario Nardella alle ultime elezioni amministrative. Ex dirigente Azimut, Bocci ha ammesso ai microfoni del Corriere della Sera di non aver problemi economici e di aver ottenuto il bonus «per dimostrare che il governo stava sbagliando non dando soldi ad hoc per disabili e tossicodipendenti». Il consigliere comunale di Firenze, che può contare su 254 mila euro di imponibile nel 2018, ha spiegato che la richiesta è partita dal suo commercialista, evidenziando di aver dato tutto in beneficenza: «Quando me lo hanno detto ho preso i primi 600 euro, i successivi di aprile, ho aggiunto altro e li ho donati a un’associazione contro la droga, a un’altra che fa assistenza ai poveri e a un orfanotrofio in India».

UBALDO BOCCI: “HO DATO BONUS INPS IN BENEFICENZA”

Ubaldo Bocci ha poi affermato che la legge sul bonus Inps di 600 euro «è sbagliata», sottolineando che avrebbe comunque potuto chiedere il contributo, poiché non fa più parte del Consiglio di amministrazione di Azimut dal 2019. E a suo avviso il problema non è rappresentato di certo dai consiglieri comunali: «A Firenze in un anno guadagnano meno di un consigliere regionale in un mese».

Ma Ubaldo Bocci non è l’unico ad ammettere di aver preso il bonus Inps. Consigliere regionale della Lega in Veneto, nonché ex parlamentare, Alessandro Montagnoli ha spiegato in un lungo post su Facebook di aver beneficiato del contributo destinato alle partite Iva: «Quando è uscito il decreto Cura Italia, che riguardava tutti i lavoratori autonomi, ho deciso con mia moglie di richiedere il bonus con l’intento fin da subito di devolverli per l’emergenza covid e a chi lavora nella protezione civile. Ho sbagliato: con il senno di poi ho fatto una leggerezza, ma in buona fede. Questi soldi ero sicuro sarebbero stati spesi bene, dal territorio per il nostro territorio».



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