Uccide la mamma con la fiocina/ Choc a Roma, 37enne incendia la casa e poi si spara

- Davide Giancristofaro Alberti

Ha ucciso la mamma con un fucile da sub sparandole una fiocina, per poi dare fuoco alla casa e rivolgere l’arma a se stesso: choc a Roma

carabinieri 1 lapresse1280 640x300
Foto LaPresse

Vicenda drammatica a Roma, dove un ragazzo ha ucciso la madre per poi dare fuoco all’appartamento dove vivevano e tentare il suicidio. Un episodio quasi da film horror tenendo conto della scena che si sono trovati davanti gli uomini delle forze dell’ordine dopo aver ricevuto una chiamata per un intervento in un palazzo di via Grotte d’Arcaccio. Il 37enne William Leo, armato di coltello da sub e fucile subacqueo, ha sparato alla madre, Emanuela Fiorucci, di anni 66: questa ha cercato di proteggersi ma la fiocina le ha trapassato prima la mano e quindi il cranio, uccidendola sul colpo.

In seguito il ragazzo ha rivolto la fiocina a se stesso per fare fuoco, non prima di aver appiccato il fuoco nell’appartamento. A chiamare i vigili del fuoco era stato lo stesso assassino, «Ci sono le fiamme in casa», e quando i pompieri sono intervenuti fortunatamente le fiamme non avevano ancora divorato l’appartamento sito a pianterreno.

37ENNE UCCIDE MAMMA CON LA FIOCINA: MOVENTE SCONOSCIUTO

Una volta forzato l’ingresso dell’abitazione, i soccorritori hanno trovato il corpo della donna in cucina, con la fiocina in testa, e poco distante, come riferisce l’edizione online del Corriere della Sera, vi era il corpo del figlio, ancora vivo. Il 37enne è stato soccorso e trasportato in condizioni disperate presso l’ospedale Sant’Eugenio, dove si trova al momento ricoverato in prognosi riservata. Dagli accertamenti effettuati dai carabinieri della compagnia locale, la donna era rimasta vedova da qualche tempo e viveva in casa con il figlio, che non era ufficialmente in cura presso una struttura psichiatrica ma che secondo il medico soffriva di disturbi psichici. Resta da capire il movente, visto che non sembra che vi fossero problemi fra i due e non è da escludere quindi che William Leo sia stato colto da un raptus di follia, magari dopo una lite. I carabinieri hanno aperto un’indagine per ricostruire con esattezza l’accaduto. Dieci anni fa a Brescia era accaduto un caso pressochè identico.



© RIPRODUZIONE RISERVATA