Uccise bimbo a colpi di pietra: killer libero/ Su Facebook: “Chi è senza peccato…”

- Silvana Palazzo

Mauro Iavarone, bambino ucciso a 11 anni con 31 colpi di pietra. Il killer torna libero e si iscrive su Facebook: “Chi è senza peccato…”

mauro iavarone
Mauro Iavarone, ucciso a 11 anni con 31 colpi di pietra

Uccise bambino a colpi di pietra, ora è libero e si iscrive a Facebook presentandosi con una citazione beffarda. «Chi è senza peccato, scagli la prima pietra». Questo si legge sul profilo di Erick Scherztbeger, che fu condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio di Mauro Iavarone, il bimbo 11enne massacrato a colpi di pietra nel 1998. Il gesto non è stato apprezzato affatto dall’opinione pubblica, che già si era scatenata sui social per la decisione dell’uomo di iscriversi a Facebook. «Con quale coraggio ha deciso di mostrare la sua identità. Quell’essere ha già beneficiato dell’indulgenza della Legge italiana che lo ha condannato a soli sedici anni ma ne ha scontati la metà», lo sfogo di Giorgio Miveni, amico del bimbo ucciso, come riportato da Il Mattino. Avrebbe dovuto sparire e rendersi invisibile anziché pretendere di avere una vita normale? L’uomo ha scontato la sua pena, quindi è libero anche di costruirsi una nuova vita, ma certo avrebbe potuto scegliere un’altra frase per dimostrare di aver imparato dal suo terribile errore.

UCCISE BIMBO A COLPI DI PIETRA: KILLER LIBERO

Il piccolo Mauro Iavarone nel 1998 scomparve da casa e fu poi ritrovato cadavere qualche giorno dopo in un bosco a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Si scoprì che fu ucciso con 31 colpi di pietra. Ad ammazzarlo Erick Schertzberger e altri baby bulli che all’epoca tra molestie e furti seminavano il terrore in paese. L’unica “colpa” del bambino era di essere imparentato al boss Lubero Forlini, fratello della madre. Mauro potrebbe aver visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere oppure è stato attirato in una trappola per vendetta. Per il suo omicidio comunque furono arrestati anche Denis Bogdan e suo fratello (assolto in tutti e tre i gradi di giudizio insieme ad un altro rom residente a Frosinone) e il minorenne Claudio T. Bogdan fu condannato all’ergastolo in Corte d’Assise, Erick Schertzberger a venti anni. Sette furono inflitti a Claudio T, vicino di casa di Mauro Iavarone. Schertzberger ottenne però uno sconto di pena con la sua confessione. Ora interviene il sindaco Gioacchino Ferdinandi: «Leggere quel nome è stato per tutti noi un colpo al cuore. Mauro ed il dolore della sua povera madre continuano ad essere oltraggiati».



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