Ucciso da tigre con una zampata/ La moglie “Se faccio un selfie su uno strapiombo…”

Ucciso da una tigre con una zampata, secondo la moglie di Ettore Weber, Loredana Vulcanelli, non è stata colpa degli animali

tigre 2018 pixabay
Reggio Calabria, nudo dentro la gabbia delle tigri

A pochi giorni dalla tragica morte di Ettore Weber, 61enne domatore di tigri ucciso con una zampata da un felino, la moglie Loredana Vulcanelli ha raccontato a Il Quotidiano Nazionale tutta la verità sull’accaduto, lei che si trovava nella gabbia con il compagno al momento dell’incidente. Si è parlato di un accanimento nei confronti del circense da parte dei felini, ma la vicenda sembrerebbe essere andata in maniera completamente diversa: «E’ stato colpito alla giugulare con una zampata da una sola tigre – racconta – è morto nel giro di 2-3 secondi. Non c’è stata alcuna aggressione da parte delle tigri. Qualcuno ha scritto che è stato trascinato, che è stato in balia degli animali per più di mezz’ora, ma se fosse andata così non avremmo ritrovato niente del suo corpo, che invece era integro». La donna non se la sente di condannare gli animali: «Se io mi avvicino a uno strapiombo per farmi un selfie, non è colpa del burrone se muoio. Le tigri le abbiamo cresciute col biberon nella roulotte».

UCCISO DA TIGRE CON UNA ZAMPATA, LA MOGLIE DIFENDE I FELINI

«La prima tigre è salita sullo sgabello – ricorda quegli attimi la moglie dell’esperto domatore sulla scena da una vita – mio marito è indietreggiato mentre io facevo venire la seconda tigre. Lui ha fatto tre passi in più rispetto al solito e, girandosi, è finito sotto alla tigre. Gli altri felini non lo hanno aggredito. Sono tornate impaurite dentro il tunnel. La tigre che l’ha colpito, Sultan, è rimasta sopra mio marito, come a vegliarlo, come se si fosse resa conta dell’errore». Vulcanelli sottolinea inoltre come quella sera, durante l’addestramento di routine, il marito non era troppo convinto di fare l’esibizione: «È come se avessimo avuto un segnale». La morte di Weber appare quindi più una tragica fatalità che un tentativo di aggressione delle tigri: «Lui era di spalle e troppo vicino all’animale. In questo modo è stato colpito alla giugulare. Se fosse stato 20 centimetri più alto sarebbe stato colpito alla spalla e avrebbe riportato solo un graffio. Si è trattata di una fatalità». Le otto tigri del circo Orfei sono state sequestrate dalla magistratura e si trovano ora presso lo Zoo Safari di Fasano, nel brindisino.



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