“Ufo problema di sicurezza nazionale”/ Briefing Marina Usa: “Sono avanti 1000 anni”

- Davide Giancristofaro Alberti

Negli Usa c’è preoccupazione in merito al rapporto sugli Ufo che verrà redatto dal Pentagono entro la fine del mese in corso: ecco che cosa filtra da un recente briefing fra Marina e FBI

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Foto: Tg2 Post

Negli Stati Uniti monta la preoccupazione per gli Ufo, al punto da considerarli una minaccia per la sicurezza nazionale. Questo quanto emerge dal briefing che si è tenuto ieri fra Marina, FBI e membri del comitato permanente ristretto della Camera sull’antiterrorismo, in vista dell’atteso rapporto del Pentagono sugli oggetti volanti non identificati, previsto per la fine di questo mese. «Chiaramente, sta succedendo qualcosa che non possiamo gestire», sono le parole di Tim Burchett dopo il briefing, mentre Sean Patrick Maloney ha spiegato che stanno prendendo “sul serio” la questione, aggiungendo che «vogliamo sapere con cosa abbiamo a che fare. Ci sono domande legittime – ha proseguito Maloney, parlando con il New York Post – che riguardano la sicurezza e la protezione del nostro personale, e nelle nostre operazioni e nelle nostre attività sensibili, e sappiamo tutti che c’è [una] proliferazione di tecnologie là fuori».

Il rappresentante Val Demings ha detto: «Sapete che si tratta sempre della nostra sicurezza e protezione – la nostra sicurezza nazionale è [la priorità] numero uno – e quindi questa è l’area su cui ci siamo concentrati questa mattina». Un ex funzionario del Pentagono ha invece espresso preoccupazioni sul fatto che gli UFO potrebbero essersi introdotti ripetutamente nella tecnologia nucleare Usa, costringendo alcune strutture ad andare offline, come scrive il Mail.

USA PREOCCUPATI PER GLI UFO: “POSSONO INTERFERIRE CON LE NOSTRE CAPACITA’ NUCLEARI”

«Ora in questo paese – le parole di Luis Elizondo ex capo dell’Advanced Aerospace Threat Identification Program del Pentagono – abbiamo avuto incidenti in cui questi UAP hanno interferito e hanno effettivamente messo fuori uso le nostre capacità nucleari». Quindi Elizondo ha proseguito, rilasciando parole per certi versi inquietanti: «Siamo abbastanza convinti di avere a che fare con una tecnologia multigenerazionale, diverse generazioni avanti rispetto a quella che consideriamo tecnologia di prossima generazione. Potrebbero essere 50 o 1.000 anni avanti a noi».

Così infine Mark Buchanan, fisico di spicco d’oltre oceano: «È probabile che dovremmo essere tutti grati di non avere ancora alcuna prova di contatto con civiltà aliene. Tentare di comunicare con gli extraterrestri, se esistono, potrebbe essere estremamente pericoloso per noi». C’è comunque chi pensa l’opposto, ovvero, che un contatto con gli alieni potrebbe giovare all’umanità: forse in futuro scopriremo chi avrà mai ragione…

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