UGO TOGNAZZI/ “I miei figli? Il mio divertimento”, l’amore per Franca Bettoja

- Alessandro Nidi

Ugo Tognazzi è stato uno degli artisti più grandi del nostro cinema e del nostro teatro: i suoi figli lo ricordano oggi a “Domenica In”

ugo tognazzi 2019 film 640x300
Ugo Tognazzi

Parlando dei figli Ugo Tognazzi aveva detto: “Tra le cose più divertenti che faccio durante le ore di riposo ci sono i miei figli. I quattro figli per me rappresentano il divertimento e dedicandomi a loro scopro tante cose, ad esempio che sono un cattivo padre”. Le sue parole sono state raccolte da un vecchio filmato oggi trasmesso nel corso della trasmissione Domenica In. Franca Bettoja è stata una persona importante nell’essere riuscita a tenere uniti loro tutti. Un filmato ha riassunto il grande amore con Ugo Tognazzi. “Con lui non ci si poteva annoiare”, commentò Franca in un vecchio filmato, parole confermate anche dalla figlia Maria Sole Tognazzi. “Mi sono molto emozionata a vedere Franca, ciao mamma”, ha aggiunto. E proprio alla madre i fratelli Tognazzi hanno voluto dedicare un passaggio. “Ha avuto la capacità e la generosità di tenere la famiglia tutta insieme”, ha spiegato Ricky. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL RICORDO A DOMENICA IN

Ugo Tognazzi rappresenta uno dei macroargomenti protagonisti della puntata odierna di Domenica In, trasmissione di punta di Rai Uno condotta da Mara Venier, che in data odierna avrà in studio come ospiti i quattro figli dell’attore, Ricky, Gianmarco, Marias Sole e Thomas, i quali presenteranno agli italiani il libro dedicato al loro genitore e intitolato “Ugo – La vita, gli amori, gli scherzi di un papà di salvataggio”. La carriera di uno dei più grandi interpreti dell’universo recitativo italiano, nato a Cremona il 23 marzo del 1922, cominciò a quattordici anni negli stabilimenti del salumificio Negroni, in quanto costretto ad abbandonare gli studi. Ben presto, però, il suo estro artistico emerge con prepotenza e viene notato da Wanda Osiris che sceglie di scritturarlo: c’è, però, la Seconda Guerra Mondiale e, al termine del conflitto, dell’impresario che lo aveva messo sotto contratto non si seppe più nulla e la compagnia della Osiris si sciolse: fu, per lui, la prima, grande delusione della sua esistenza.

UGO TOGNAZZI: CHE SUCCESSO, IN TV E AL CINEMA!

Una delusione, tuttavia, che passò in fretta. Infatti, il suo nome aveva ormai cominciato a circolare nell’ambiente e ben presto fu chiamato a calcare le scene di tutt’Italia al fianco dei protagonisti più in voga del periodo, fra cui Erminio Macario e, in televisione, Raimondo Vianello, con cui condusse dal 1954 al 1959 il varietà di successo “Un, due, tre”. Tombeur de femmes di razza, ebbe flirt e relazioni con numerose donne, ma la sua vita privata non andò mai a intaccare il suo talento e il suo lavoro, tanto che negli anni Sessanta diviene un richiestissimo attore di cinema: con Salce gira “La voglia matta” (’62) e “Le ore dell’amore” (’63); con Dino Risi fa “La marcia su Roma” (’62) e subito dopo trova la consacrazione definitiva con “I mostri” (’63), entrambi interpretati accanto a Vittorio Gassman. Ma è soprattutto con Marco Ferreri che trova la chiave per definire un personaggio umanamente surreale in opere discusse e fondamentali come “Una storia moderna: l’ape regina” (’63), “La donna scimmia” (’64), “Controsesso” (’64) e “Marcia Nuziale” (’66).

UGO TOGNAZZI: GLI ULTIMI ANNI E LA DEPRESSIONE

La carriera di Ugo Tognazzi proseguì per anni a gonfie vele, tanto al cinema quanto a teatro, dove la sua arte venne apprezzata sempre più. Gli anni Ottanta, però, furono per lui, come racconta il portale a lui dedicato (ugotognazzi.com), tristi, “tagliati dalla vena malinconica di una vitalità in esaurimento che declina spesso nella depressione. Bisognoso di conferme, Tognazzi le trova nel calore del clan familiare che affettuosamente lo circonda e nel successo col quale il pubblico accoglie il suo ritorno teatrale”. Morì a causa di un ictus il 27 ottobre 1990, a 68 anni: era reduce dal set del telefilm Rai “Una famiglia in giallo” e in procinto di replicare a Roma il trionfo milanese del “Madama Butterfly”. Una curiosità: nel 1966 il campo da tennis di villa Tognazzi divenne sede per la prima volta di un torneo riservato a personaggi del cinema e del teatro, della radio e della televisione e del giornalismo. La kermesse si chiamava TTT: T come Torneo, T come tennis, ma anche T come Tognazzi. Pareva un’idea destinata a vivere un’unica edizione. Invece, ne furono disputate 25.

© RIPRODUZIONE RISERVATA