Uk, taglio pensioni per “pagare” crisi Covid?/ Caos su triple lock: governo smentisce

- Silvana Palazzo

Uk, taglio all’aumento annuale delle pensioni per “pagare” crisi Covid? Caos su triple lock: governo smentisce, ma la spesa è di 4 miliardi di sterline

regno unito
Boris Johnson (LaPresse, 2020)

La Gran Bretagna potrebbe metter mano alle pensioni per “pagare” la pandemia Covid. A svelare il retroscena è il Telegraph, secondo cui sono in corso dei ragionamenti a Downing Steet e al Tesoro: stanno valutando infatti come “coprire” l’aumento di spesa pubblica visto che il governo si è mosso per sostenere l’economia a causa dell’impatto che ha avuto la pandemia. In questo contesto, sospendere l’aumento annuale delle pensioni potrebbe rappresentare uno strumento per raggiungere l’obiettivo. «Il nostro compito è quello di mantenere le persone fuori dalla povertà, non di arricchire la classe media», ha dichiarato una fonte governativa di alto livello che ha familiarità con le proposte, peraltro ancora in fase esplorativa. Dunque, si starebbe pensando di inserire questo progetto sulle pensioni nazionali nella dichiarazione d’autunno, quella prevista a novembre per indicare i nuovi livelli di spesa per i dipartimenti governativi.

Tra i favorevoli a questa ipotesi ci sarebbe Rishi Sunak, Cancelliere dello Scacchiere nel secondo governo Johnson, secondo cui un taglio degli aumenti annuali delle pensioni nazionali sarebbe utile per riequilibrare le finanze pubbliche.

PENSIONI UK, “BALLANO” 4 MILIARDI

Non potendo aumentare le imposte sul reddito, la riforma fiscale delle pensioni è considerata dai suoi promotori la soluzione migliore, in quanto avrebbe un impatto impercettibile per la maggior parte delle persone, visto che si interverrebbe sull’aumento annuale. Si tratterebbe cioè di sospendere per un anno il triplo impegno di lock-in. In base a ciò, il governo aumenta le pensioni nazionali del più alto tasso di crescita del reddito medio del Regno Unito, dell’inflazione o del 2,5% ogni anno. A fronte delle distorsioni dovute proprio alla pandemia Covid, potrebbe aumentare il costo annuale del triplo lock-in di 4 miliardi di sterline. Ma ieri è arrivata la smentita del governo britannico. Il portavoce del primo ministro Boris Johnson ha infatti assicurato che non c’è alcuna intenzione di non mantenere la promessa di mantenere gli aumenti annuali delle pensioni con il cosiddetto “triple lock”. Il portavoce ha anche escluso aumenti dell’imposta sul reddito. «C’era una promessa fatta alle elezioni che non avremmo aumentato le aliquote dell’imposta sul reddito e così faremo». L’alternativa è tagliare la spesa per trovare quei 4 miliardi di sterline.



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