ULTIME NOTIZIE/ Oggi, ultim’ora Milano: 25mila sardine anti-Lega invadono P.za Duomo

- Dario D'Angelo

Ultime notizie, ultim’ora oggi. Milano, 25mila sardine invadono piazza Duomo con “Milano non si lega”. Anche Saviano contro Salvini (1 dicembre 2019)

Sardine a Milano
Sardine in Piazza Duomo a Milano (LaPresse, 2019)

E anche a Milano sbarcano le “sardine”: il movimento anti-Salvini e anti-Lega nato sui social in Emilia Romagna arriva anche nella capitale economica del Paese, con un altro evento flash mob questa volta in Piazza Duomo con la presenza, pare, di circa 25mila persone sotto la pioggia. Sul palco centrale diversi momenti di musica cui si sono alternati attori che hanno recitato alcuni articoli della Costituzione: «Milano non si lega» l’urlo della piazza con cartelloni raffiguranti le famose ormai “sardine” e altri slogan contro l’ex Ministro Salvini. Sul palco anche uno dei fondatori del movimento, Mattia Santori: «il nostro pensiero non è manipolato. Non c’è nessuno dietro di noi nonostante ogni giorno qualcuno cerchi di dividerci, ma noi in risposta saremo ancora di più nelle piazze». Per il leader movimentista bisogna dialogare con la politica, ma allo stesso tempo non si può parlare con «chi ha disintegrato il tessuto sociale per una manciata di voti. Basta strumentalizzare gli ultimi per una manciata di voti, basta fare politica sulla pelle dei più deboli». In piazza era presente anche Roberto Saviano che ai cronisti ha spiegato «Questa piazza non deve essere una piazza solo contro, ma sta andando verso la difesa dei diritti che sono prima di ogni cosa. Le Sardine impediscono l’erosione della democrazia, Questa piazza è bellissima perché non c’è nessun leader, nessuna volontà di dire vaffa o di fare rottamazioni ma questa è l’Italia che ha voglia di incontrarsi e ragionare».

Ultime notizie A6: chiuso tratto dove crollò viadotto il 24 novembre scorso

In grande urgenza è stato chiuso poco dopo le ore 16 il tratto dell’autostrada A6 Torino-Savona tra Altare e il bivio con l’A10, lo stesso dove una sola settimana fa una frana improvvisa distrusse parte del viadotto “Madonna del Monte” sfiorando la tragedia. L’Autostrada dei Fiori, concessionaria dal 2012 dell’A6, ha chiuso la carreggiata a sud (utilizzata in questi giorni con carreggiata a doppio senso di marcia per evitare la parte del viadotto crollata). Il provvedimento, spiega sempre l’Autofiori, è scattato dopo che si è attivato il piano che prevede chiusura nel momento in cui il monitoraggio della frana – costante in questi giorni post-crollo – evidenzi il superamento delle soglie di sicurezza. Così è avvenuto e allora di nuovo il tratto fra Altare e bivio A10 rimette nel caso l’A6 tra Piemonte e Liguria: in attesa di capire tempistiche e motivazioni di questa “mancanza” di sicurezza per il momento sulla carreggiata sud del viadotto Madonna del Monte. (agg. di Niccolò Magnani)

Malta, Premier Muscat non si dimette (almeno per ora)

Dal Venezuela a Malta, le emergenze a livello internazionale sono moltissime e disparate: nel piccolo stato europeo a sud dell’Italia, il caso Daphne Caruana Galizia continua ad imperversare e si è giunti all’ennesima svolta a sorpresa. Mentre il Governo laburista era in riunione per considerare l’ipotesi delle dimissioni del Premier Muscat, l’esito è stato l’esatto opposto (almeno per ora). Joseph Muscat resta premier almeno fino al prossimo 8 gennaio, quando i laburisti maltesi avvieranno le procedure per la scelta di un nuovo capo del partito; la riunione di partito dopo l’arresto del miliardario Fenech e le prove compromettenti contro alcuni collaboratori anche importanti del Premier, la svolta è data dal partito che ha ribadito l’assoluta fiducia in Muscat il quale ha anche ridato l’incarico di Ministro a Chris Cardona, autosospesosi dopo le ultime novità choc sull’inchiesta della giornalista morta a Malta ormai due anni fa. Dopo l’inclinazione di Fenech, ha parlato anche la sorella di Daphne – Carinne Vella – che non ha usato mezzi termini: «dimissioni immediate di Joseph Muscat, come primo ministro e come parlamentare. Ora noi ci aspettiamo che il primo ministro lasci l’ufficio e il Parlamento con effetto immediato per permettere una libera e piena indagine sull’assassinio di Daphne». (agg. di Niccolò Magnani)

Venezuela ultime notizie: Magallanes e De Grazia tornano in Italia

Rientro in Italia per Mariela Magallanes e Americo de Grazia, i due italiani rifugiati dallo scorso maggio presso la nostra ambasciata a Caracas, in Venezuela, dopo che il regime di Maduro li aveva accusati di “tentativo di colpo di Stato e incitamento all’insurrezione”. I due parlamentari hanno temuto di essere arrestati perché di visione opposta al dittatore, e di conseguenza hanno deciso di rifugiarsi presso l’ambasciata italiana nella capitale. E’ iniziata così una lunga battaglia politica, portata avanti dal senatore Ferdinando Casini, che ha permesso di ottenere un lasciapassare per i due deputati, finalmente liberi dopo mesi di poter salutare il Venezuela e rientrare in Italia. “Un piccolo ma importante contributo per la riapertura del dialogo – le parole dello stesso presidente onorario della Internazionale democratica centrista – sappiamo che il Venezuela è al centro di una vasta crisi della regione – ha aggiunto – con interessi che vanno dalla Russia, alla Cina e agli Usa. Nella mia missione che aveva un motivo soprattutto umanitario ho cercato di aprire uno spiraglio in questo quadro scuro e tragico. Sono convinto che la strada per l’uscita esiste solo se c’è un cedimento delle posizioni di entrambi i contendenti”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

Ultime notizie: le novità sull’omicidio Sacchi

Ultime notizie: secondo il pubblico ministero della Procura di Roma non è da escludere la presenza di un finanziatore che avrebbe dato a Giovanni Princi e ad Anastasiya l’ingente somma di 70mila euro per effettuare la compravendita di sostanze stupefacenti costata la vita a Luca Sacchi. Le indagini degli investigatori si stanno concentrando su questa nuova pista da seguire. “Da dove venisse, poi, il denaro, se raccolto dai giovani – scrivono i pm – o proveniente da un finanziatore che li aveva assoldati (come più probabile), non si può affermare con certezza”. Per i magistrati Princi “non è alla prima esperienza”. Per gli organi inquisitori Princi era già noto alle forze dell’ordine per la sua partecipazione a gruppi di criminali e le sue precedenti esperienze rafforzerebbero una solida organizzazione non improvvisata dedita allo spaccio della droga in grosse quantità.

ULTIME NOTIZIE, MONTE BIANCO: DUE SCIATORI TRAVOLTI DA UNA VALANGA

Nella mattina di ieri due sciatori esperti, Edoardo Camardella e Luca Martini, sono morti dopo essere stati travolti da una valanga di neve mentre si trovavano a 3000 metri di altitudine sul Monte Bianco. I due uomini, insieme ad altri amici, stavano intraprendendo una discesa nei pressi della funivia SkyWay. In seguito al violento impatto, Edoardo Camardella e Luca Martini sarebbero stati trascinati a valle dopo una caduta di 300 metri. Il ritrovamento dei due corpi senza vita è avvenuto in seguito ad una segnalazione da parte di alcuni sciatori non lontani dal luogo della tragedia. Luca Ceccanti è il pubblico ministero che sta seguendo le indagini. Intanto i finanzieri del Sagf stanno raccogliendo alcune testimonianze per risalire all’esatta dinamica dell’incidente. Secondo il bollettino meteorologico dell’ ARPA le condizioni climatiche in mattinata erano marcate. Non sarebbero coinvolte altre persone anche se le verifiche sono ancora in corso.

ULTIME NOTIZIE, ATTENTATO LONDON BRIDGE: POLEMICHE SU USMAN KHAN

Usman Khan, residente in Inghilterra, di nazionalità pachistana, condannato a sedici anni di carcere per avere progettato un attentato terroristico contro la Borsa di Londra, è stato ucciso dalle forze dell’ordine dopo aver ferito diverse persone ed ucciso due londinesi sul ponte London Bridge nella giornata di venerdì. Al momento dell’azione criminale Usman Khan indossava il braccialetto elettronico alla caviglia. Il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, riferendosi all’azione criminale ha contestato il sistema legislativo londinese. Secondo BoJo quel killer non doveva trovarsi in libertà vigilata solo per avere scontato sei anni di detenzione per crimini legati al terrorismo. Prima di compiere il gesto folle, il pachistano aveva partecipato ad un corso di rieducazione per carcerati a Londra presso l’organizzazione Cooperative Learning.

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